Il Tirreno

Lucca

A SETTEMBRE L’OMOLOGA DEL CONCORDATO In LIQUIDAZIONE

Target srl prende in affitto la Cipriano Costruzioni

di Luca Tronchetti
 Target srl prende in affitto la Cipriano Costruzioni

LUCCA. Naufragato il concordato triennale con la chiusura e la messa in liquidazione di un colosso dell'edilizia come la Cipriano Costruzioni che nel 2009 viaggiava con il vento in poppa, nei giorni...

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LUCCA. Naufragato il concordato triennale con la chiusura e la messa in liquidazione di un colosso dell'edilizia come la Cipriano Costruzioni che nel 2009 viaggiava con il vento in poppa, nei giorni scorsi è stata raggiunta la maggioranza dei creditori per l'omologa al concordato in liquidità con l'udienza per la firma che probabilmente sarà fissata a settembre. Il commissario giudiziale Franco Della Santa aveva proceduto a una gara di evidenza pubblica a cui aveva partecipato una sola impresa: la Target Costruzioni srl. È stato quindi stipulato un contratto di affittanza in modo da portare in ultimazione le commesse iniziate dal gruppo Cipriano Costruzioni prima della richiesta di concordato preventivo in continuità. Un contratto con possibilità di recesso anticipato da parte della Cipriano e che ad oggi è di 17 mesi per un canone di affitto annuale di 80mila euro più Iva. Adesso, raggiunta la maggioranza dei creditori (in primis le banche) il tribunale fallimentare dovrà fissare la data di udienza dell’omologa dell’accordo e in considerazione delle ferie giudiziarie se ne riparlerà a fine estate inizio autunno. Le conseguenze occupazionali, come si ricorderà, sono state pesantissime e per 83 ex dipendenti della Cipriano sono state poste in essere dalla Provincia le misure di mobilità con il ricorso agli ammortizzatori sociali e la cassa integrazione. Alcuni avrebbero trovato una ricollocazione. Ma le conseguenze occupazionali sono state pesanti perché assieme agli ex dipendenti e alle loro famiglie - alcune con mutui da pagare - ci sono i 1500 edili che dal 2008 ad oggi hanno perso il lavoro molti dei quali non hanno trovato una soluzione al loro dramma. Per non parlare dell’indotto che da tempo gravitava intorno alla Cipriano Costruzioni.

Il passivo di 30 milioni di euro è sostanzialmente suddiviso tra gli istituti di credito (20 milioni) e i fornitori (7 milioni). Ma il vasto patrimonio immobiliare dovrebbe garantire gli aventi diritto. Il concordato preventivo in continuità che si fondava sulla “datio in solutum”, vale a dire sulla sostituzione della prestazione originaria con altre di natura diversa e quindi, in poche parole, la cessione di immobili in cambio di liquidità non funzionò anche perchè il «mattone» grazie alle continue tasse sulla casa non è più ritenuto un bene rifugio e banche e fornitori accettano soltanto contanti o titoli di Stato. La Target Costruzioni si è accollata un contratto di affittanza, ma senza garantire il personale occupato nella Cipriano.

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