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Lucca

IL COMMENTO / Le buone intenzioni non possono più bastare

di Luca Cinotti
IL COMMENTO / Le buone intenzioni non possono più bastare

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di LUCA CINOTTI

Tre minuti di video per raccontare quanto fatto in tre anni. Basta a rispondere alle accuse di immobilismo fioccate dal 2012 ad ora nei confronti dell’amministrazione Tambellini? La risposta è netta: non basta se quello di ieri rimane un episodio, un “coup de theatre” ben confezionato ma fine a se stesso.

Piaccia o meno, la dimensione della comunicazione nella vita politica è fondamentale. E molte delle difficoltà ripetute, conclamate, di palazzo Orsetti in questi anni affondano lì le proprie radici.

Il sindaco fa una scelta precisa nel rivendicare le realizzazioni del suo governo: lavori Piuss in centro, rotonda a Porta Elisa, viabilità del San Luca, mercato alle Tagliate. A ben vedere non è un caso se si tratta di opere che in gran parte si sono concretizzate nell’ultimo anno, anzi negli ultimi mesi. Qualcosa di simile a un’implicita ammissione delle difficoltà (dovute anche alla situazione lasciata dal centrodestra) riscontrate almeno fino a quando la giunta non ha trovato il suo assettoo definitivo.

Ora sembra evidente la volontà di cambiare passo, anche sul piano della comunicazione. Una scelta che non può non far immaginare a una possibile ricandidatura per le elezioni del 2017. Ma da oggi ad allora sarà necessario (per la città in primis) che le promesse si riempiano di contenuti. Su quanto sarà nei prossimi due anni, infatti, il sindaco ha preferito percorrere la strada del metodo più che del merito: assemblee diffuse nel territorio e più attenzione alle periferie e alle frazioni.

Tutto legittimo, a patto che nel giro di poco si mettano sul tavolo una serie di obiettivi. Che poi - nelle linee di fondo - sono quelli che accompagnano il dibattito pubblico da molto tempo: la valorizzazione del turismo (soprattutto nel nome di Puccini), un progetto per l’ex ospedale, una nuova vita e una nuova dignità per il mercato del Carmine - solo per citare i principali.

Di questo il sindaco, nei suoi tre minuti, ha scelto di non parlare. Ma presto sarà chiamato a farlo, e a farlo in maniera concreta, operativa: la città aspetta risposte su questi punti. E difficilmente potrà permettersi di “galleggiare” per due anni. Perché è vero che la comunicazione è importante, ma deve basarsi su fatti concreti. E su questi il sindaco Tambellini e la sua giunta saranno giudicati nei prossimi due anni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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