Il Tirreno

Lucca

Finisce all’asta l’ex cartiera Vittoria del gruppo Tronci

di Luca Cinotti
Finisce all’asta l’ex cartiera Vittoria del gruppo Tronci

L’immobile sul Brennero a Bagni di Lucca al centro di una vicenda giudiziaria. C’è un progetto per trasformarla in 22 appartamenti

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BAGNI DI LUCCA. Un destino inglorioso, per quello che dopo decenni di attività produttiva sarebbe dovuto diventare un grosso complesso immobiliare residenziale: andrà all’asta il prossimo 19 giugno l’ex cartiera Vittoria sulla via del Brennero a Bagni di Lucca, dopo il fallimento della società proprietaria, la “Casale srl” di Milano.

Non si tratta, però, di uno dei tanti fallimenti dovuti alla crisi del settore immobiliare negli ultimi anni. L’ex cartiera, infatti, è finita nella vicenda giudiziaria che ha coinvolto negli anni passati l’imprenditore Giovanni Tronci e la sua segretaria Liliya Bogodyarova. Entrambi sono sotto processo per bancarotta patrimoniale per distrazione proprio per il fallimento della Casale e per quello della “Immobiliare residence Bagni di Lucca”, che sul grosso complesso avrebbe dovuto eseguire l’intervento di ristrutturazione edilizia.

L’obiettivo dichiarato - anche nelle richieste arrivate al Comune e rintracciate dal perito incaricato dal curatore fallimentare Andrea Giongo - era di realizzare 22 appartamenti, con tanto di posto auto. Un progetto, presentato dalla “Immobiliare residence” che aveva già avuto il parere favorevole da parte della Soprintendenza e per il quale il 10 giugno 2004 venne depositata in Comune la dichiarazione di inizio attività: a nonvembre dello scorso anno, poi, la società versò 150.000 euro di oneri di urbanizzazione. Il 29 marzo 2009 partì la comunicazione di inizi lavori. Da allora più nulla. L’autorizzazione è scaduta e l’immobile è in stato di abbandono e facilmente “penetrabile” dall’esterno. I lavori potrebbero riprendere presentando una “pratica di completamento” delle opere, ma prima c’è da capire se qualcuno si vuole prendere in carico questo complesso. Le precedenti aste, infatti, non hanno individuato alcun soggetto interessato ad acquistarlo. E così il prezzo, dal valore di 850.000 euro in perizia è stato “abbattuto” a 478.000 euro. Senza alcuna garanzia, ovviamente, che questo sostanzioso sconto porti a individuare un nuovo proprietario.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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