Sicurezza
Comitato Canovetta contro il piano dei nuovi ripetitori
Contestata la decisione di un’area all’ex Cantoni «Conviviamo già con le biomasse e tanti altri problemi»
LUCCA. «Non bastava l’inquinamento da biomasse e la presenza di una lavanderia industriale con i suoi fumi e gli odori di scarico immessi nell’aria, oltreché di un centro di sterilizzazione per attrezzatura ospedaliera insieme ad aziende e attività varie, alla vicinanza del nuovo ponte sul Serchio e dell’arteria di raccordo della nuova viabilità con la zona est del territorio comunale, ora per l’area ex Cantoni si prospetta anche un inquinamento elettromagnetico».
A lamentarsi è il comitato Canovetta: come anticipato dal Tirreno, quest’area intorno alla ciminiera, infatti, è tra i quindici punti indicati dall’amministrazione comunale dove collocare nuove antenne di telefonia mobile sul territorio e per questo gli abitanti.
«Ancora una volta - interviene il Comitato di S. Pietro a Vico - quest’area viene reputata dall’Amministrazione Comunale puramente come area industriale e non come una zona parimenti residenziale, dove vivono tante famiglie e attorno alla quale negli ultimi decenni, dopo la progressiva dismissione delle attività delle Cantoni, si è creata una nuova area industriale. Invece di riprogrammare, anche in sede di piano strutturale, una riqualificazione dell’area, dotandola di servizi per le abitazioni e le famiglie qui presenti, a partire dalla rete fognaria che ancora manca, si prosegue nella linea di localizzare ogni cosa qua, come se fosse la zona di scarico della città, senza sforzarsi di ricercare soluzioni più adatte sul territorio e soprattutto lontano dalle case, per quanto riguarda la collocazione di questi ripetitori. Mentre apprezziamo lo sforzo fatto per recuperare e restituire alla sua originaria funzione il Condotto Pubblico, per la produzione di energia idroelettrica, che ha portato anche ad una parziale ripulitura e sistemazione del fosso, non possiamo fare a meno di notare che tutti i problemi da tanto tempo da noi segnalati per l’area, sono rimasti insoluti, insieme ai pericoli derivanti per la nostra salute. E l’installazione di ripetitori per la telefonia mobile, accanto alla ciminiera, accentuerebbe questa situazione di inquinamento ambientale con cui conviviamo quotidianamente e che combattiamo da anni. Per questo chiediamo ai nostri amministratori che venga immediatamente rivista questa ipotesi, cancellando dal piano della telefonia quest’area, per cominciare invece a parlare di riqualificazione, pensando anche ad un recupero dal punto di vista storico dei vecchi immobili dismessi di quello che fu il grande complesso tessile della Cantoni, patrimonio inscindibile con la storia di questo secolo del territorio».
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