Proteste
Città spaccata sul sindaco
Il mondo sportivo è dalla sua parte, titubanti gli operatori economici
LUCCA. Chi gli dà un cinque secco e chi la sufficienza piena. Sono altalenanti i giudizi - e i voti - degli osservatori privilegiati della realtà lucchese che commentano i primi tre anni di governo del sindaco Alessandro Tambellini. Interlocutori individuati a vario titolo quali rappresentanti di spicco dei settori dei quali - e con i quali - Lucca vive il suo quotidiano. Ma un numero degli osservatori interpellati ha preferito non pronunciarsi, vuoi per questione «di delicatezza», vuoi perché «troppo in clima elettorale» o perché si preferisce che i rapporti con l’amministrazione non siano influenzati da giudizi in corso di legislatura: ci si riserva semmai di «tirare una linea alla fine dei cinque anni, quando, ricandatura dell’attuale sindaco o no, saranno gli elettori a decidere». Hanno preferito non rispondere il presidente provinciale dell’Ordine degli Architetti Elvio Cecchini, il direttore del Lucca Film Festival Nicola Borrelli, il direttore di Confcommercio Rodolfo Pasquini, il presidente della Fondazione Crl Arturo Lattanzi, i vertici di Assindustria provinciale.
Di coloro che e non hanno avuto remore ad esporsi, ecco i giudizi espressi.
VALENTINA CESARETTI (direttore Confesercenti). «Il sindaco deve avere più coraggio. I tempi sono difficili, ma la città ha bisogno di una guida politica forte. Adesso che verranno a mancare le Province, il sindaco dovrebbe porsi di più come punto di riferimento anche per tutte le zone circostanti su certe tematiche come il turismo e il commercio. Manca una funzione di guida, di capofila di tutta una serie di questioni che non vedo chi debba trattare se non il Comune. Galleggia, ma dovrebbe prendere i remi in mano». Voto: 6,5.
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PIETRO BONINO (presidente Federalberghi). «Parlo per il mio settore. Il problema, ovunque tu vada e a chiunque ti rivolga è sempre lo stesso: i soldi. Il turismo si fa investendo, noi come categoria ne sentiamo il bisogno. Il Comune lo sa, ma non fa niente perché il budget è quello che è. Non è una critica in prima persona, so che è colpa della mancanza di risorse. Il turismo avrebbe necessità di essere curato di più. I turisti che soggiornano in città per la prima volta, restano contenti, ma chi è venuto 6-7-8 anni fa, qualche pecca la trova». Voto: non espresso.
ROBERTO FAVILLA (direttore Confartigianato). «A tre anni dall'elezione, direi che qualcosa in più forse si poteva fare. Come Confartigianato avevamo chiesto di fare la via dell'Artigianato, Tambellini lo aveva messo in programma, ma ancora niente. In questi tre anni si sono create difficoltà come gli approdi per carico e scarico merci. Sui taxi pare si sia sbloccato qualcosa su nostra pressione, per ora il servizio funziona poco e male: il numero di licenze a Lucca è di 25 da 50 anni, disservizio per turisti e cittadini. In generale: lentezza. Capisco le difficoltà economiche, ma alcune zone della città sono trascurate. E tutti parlano delle aziende artigiane come tessuto produttivo della città, ma svolgere queste attività non viene facilitato». Voto: 6.
GIULIANO SATTI (immobiliarista). «Secondo me sono stati solo annunci. Dovevano fare cose importanti, come le agevolazioni per le ristrutturazioni o il recupero edilizio, ma ad oggi, niente, solo qualcosa dallo Stato. È stato tutto un "faremo… faremo…". Direi, delusione. Solo "politica degli annunci". Niente di consistente, reale ed effettivo». Voto:5.
ROBERTA MARTINELLI (storico). «Quello che si avverte di più è la mancanza di una strategia, di un disegno culturale di ampio respiro. A Lucca di iniziative ce ne sono tante e di alta qualità. Manca però una visione per il futuro, un progetto per i prossimi vent’anni, una strategia che punti a inserire Lucca tra le grandi città europee grazie alla sua identità culturale. I festeggiamenti per i 500 anni sono per me una ferita aperta. Un Tambellini bis? Credo sia nelle cose». Voto:5.
ALBERTO VARETTI (ex presidente Crl). «Considerando la situazione attuale, i mezzi scarsi a disposizione degli enti pubblici, penso che Tambellini abbia fatto il possibile. Oggi fare gli amministratori di enti pubblici è molto difficile. Quanto a un’eventuale sua ricandidatura mi sembra presto per parlarne ma la ritengo una cosa positiva. Tambellini è un gran galantuomo. E penso che le persone nei ruoli si perfezionino con il tempo». Voto: abbondantemente sufficiente.
FRANCESCA FAZZI (ad Maria Pacini Fazzi Editore). «Al di là delle retoriche del far bene tutto e subito, a me sembra che nei buoni risultati di un'amministrazione, soprattutto se letti a breve termine, molto conta l'eredità ricevuta: questa amministrazione ha raccolto un'eredità a mio parere problematica e difficile da gestire che ha determinato cambiamenti di rotta che penalizzano la visibilità dei risultati. Vedo tanti cantieri e fronti di discussione aperti che avranno bisogno del tempo necessario per giungere a conclusione. Da imprenditore sono molto sensibile al fatto che questa amministrazione si è trovata a gestire le conseguenze di una crisi economica nazionale senza precedenti con i contorni di un’emergenza, e che ha penalizzato particolarmente i Comuni, esponendo i sindaci agli effetti di tagli dolorosi; un impatto oggettivo che qui è stato gestito con attenzione soprattutto verso le classi più disagiate. Non mi sembra corretto sintetizzare in un voto l'attività di un amministratore e penso che la sua ricandidatura ad oggi sia scontata».
STEFANO GALLIGANI (presidente Lucca United). «L’amministrazione si è mostrata vicina al nostro progetto di azionariato popolare. Grazie alla sensibilità del sindaco e degli assessori allo sport abbiamo avuto uno sede nello stadio che abbiamo trasformato in museo. Sappiamo che Tambellini non è molto appassionato di calcio: auspichiamo però che continui a seguire le vicende della Lucchese. Un Tambellini bis? Credo che il sindaco abbia confermato qualità di persona onesta che tiene a certi valori». Voto: non espresso.
ROBERTO VIANI (comitato Aria Pulita). «Parlo come ambientalista. Oggi i problemi di Lucca sono tanti, in primo luogo la vivibilità del territorio legata alla qualità dell’aria. In tre anni di governo Tambellini non ha dato alcuna soluzione. Non sono stati fatti interventi sulla mobilità privata né a favore di quella pubblica. L’impianto a biomasse è rimasto in sospeso. Tambellini è titubante a prendere le posizioni dei cittadini per difendere il territorio. Manca un piano organico per la riduzione degli inquinanti e manca ad oggi un piano paesaggistico. La politica ambientale del Comune non c’è. Una ricandidatura? Dico no, né sua né di un esponente del suo stesso partito».
RODOLFO CAVALLO (presidente Basket Le Mura). «Tambellini ha preso le redini della città in un momento difficile, ha ereditato un bilancio non brillantissimo avendo anche pochi mezzi a disposizione. Lo ritengo molto impegnato e onesto. Per la città qualcosa si è visto e peraltro forse bisognerebbe avere più coraggio. A tre anni dall’inizio del mandato la mia opinione è in prevalenza positiva». Voto: 6,5.
MICHELE URBANO (presidente Legambiente Lucca). «Il mio giudizio è legato a tanti singoli casi, come piazzale Verdi, il San Luca, il riassetto della rete elettrica, gli assi viari. Questioni fondamentali che mostrano i limiti di manovra a cui il sindaco è costretto e non va bene. Dovrebbe avere una visione politica autonoma di quanto vuole fare, impostare un’azione politica sulle sue idee. Non uniformarsi a progetti vecchi ma sforzarsi di trovare soluzioni».
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