Il Tirreno

Lucca

Commozione in questura per la partenza di Russo

di Luca Tronchetti
Commozione in questura per la partenza di Russo

Dopo 13 anni il funzionario della questura diventa capo della Mobile di Ancona Una grande testimonianza d’affetto dei colleghi che lo hanno festeggiato

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LUCCA. Prima l'uomo, poi il poliziotto. Una regola di vita fondamentale per il commissario Virgilio Russo, il capo della squadra Mobile che lascia la questura di Lucca per ricoprire identico incarico ad Ancona (al suo posto Silvia Cascino). Impegno, sacrificio, pazienza e onestà intellettuale sono le peculiarità del «gigante buono» della polizia lucchese. Che ha iniziato facendo il piantone in prefettura e, con lo studio e la forza di volontà, ha pian piano progredito: dalla Polfer a Pisa all'ufficio immigrazione a Lucca, dalla divisione amministrativa sino a ricoprire l'incarico di capo di gabinetto del questore e poi il prestigioso ruolo di capo della Mobile, fiore all'occhiello della polizia. Da tredici anni è stato sempre il primo ad arrivare in ufficio e l'ultimo ad andar via. Capace, attraverso l'esempio e la professionalità, di coinvolgere i suoi uomini nelle indagini più complesse e delicate. Sempre con il sorriso, sempre cercando di sdrammatizzare anche in situazioni di forte tensione. Che il commissario Russo abbia lasciato un segno del suo passaggio in questura lo testimonia la presenza massiccia di «colleghi-amici» che ieri mattina lo hanno salutato augurandogli ogni bene per il suo nuovo e prestigioso incarico: dal questore Vincenzo Ciarambino all'ultimo degli agenti entrato in servizio da poco tempo passando per gli ufficiali di pg in servizio in procura. Una testimonianza di affetto vera e sincera che va al di là dei tanti e inattesi regali ricevuti. Ha trattenuto a stento la commozione l'Omone di Caserta trapiantato a Lucca dove adesso rimarrà la sua bella famiglia. Non è stato facile per un funzionario di polizia che ha messo gli affetti davanti alla carriera lasciare un porto sicuro per approdare in una città capoluogo di provincia e con problemi sociali decisamente più accentuati. «Non potevo dire di no al nuovo direttore dello Sco (servizio centrale operativo) che appena insediato mi ha cercato senza che io neanche lo conoscessi. Evidentemente qualcuno, bontà sua, ha parlato bene di me» confessa con malcelato pudore il poliziotto durante il discorso di commiato. Di rimando il questore Ciarambino - che in sette mesi ha potuto apprezzare la serietà e l'abnegazione del suo funzionario - ha fatto finta di arrabbiarsi: «Sei un autentico traditore: ha preferito sciacquarti al Conero invece che restare con noi». E giù applausi, risate e pacche sulle spalle a sottolineare un bel clima collaborativo che si respira negli uffici di via Cavour.

«Scherzi a parte - ha detto il questore - perdiamo un collaboratore valido e un amico sincero. Non soltanto un buon poliziotto e un funzionario preparatissimo, ma soprattutto una gran brava persona». E complimento migliore non poteva esserci. Proprio l'aspetto umano per i cronisti è stato quello più importante che ha contraddistinto questo decennio con il commissario Russo. Nel rispetto delle indagini e del segreto istruttorio il capo della Mobile è sempre stato vicino alle esigenze dell'informazione e non si è mai negato ai media anche lontano dal servizio. Da domanii Russo sarà ad Ancona. La redazione di Lucca de Il Tirreno nell'augurargli i migliori successi professionali per il nuovo incarico è convinta che il distacco dalla nostra città sarà soltanto temporaneo. Non un addio, quindi, ma un arrivederci tra qualche anno e con un incarico più importante e prestigioso.

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