Il Tirreno

Lucca

Altri dieci lanci dell’antagonista che uccide la vespa del castagno

diEmanuela Ambrogi
Altri dieci lanci dell’antagonista che uccide la vespa del castagno

Potenziati gli interventi di prevenzione nel territorio di Bagni di Lucca infestato dall’insetto cinese L’assessore Zago: «La velocità di propagazione del parassita che ci aiuta ci consente di essere ottimisti»

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BAGNIU DI LUCCA. Si intensifica nel territorio del comune di Bagni di Lucca la lotta alla “vespa cinese” (Cinipide Galligeno) che devasta le piante di castagno.

Come spiega l’assessore Giuseppe Zago, quest’anno il Comune ha effettuato dieci lanci dell’antagonista biologico del Cinipide, il Torymus Sinensis, insetto parassitoide appartenente all'ordine degli imenotteri (Chalcidoidea Torymidae).

«Purtroppo nel 2002 – spiega Zago - un vivaista in provincia di Cuneo importò dal Giappone delle piantine di castagno.

«Alcune di esse erano state attaccate dal Cinipide e nelle galle non c'era presenza di nessun antagonista. In questo modo è facile capire come è stata possibile una così veloce diffusione su tutto il territorio nazionale, con le prime segnalazioni in Toscana nel 2008.

«Si è pensato poi di importare in Italia anche l'antagonista e dopo studi in laboratorio dal 2009 sono partiti i lanci.

«Dal nostro insediamento in soli tre anni nel nostro Comune abbiamo effettuato diciannove interventi: quattro nel 2013, cinque nel 2014 lanciando l'antagonista contenuto in provette».

Nei dieci interventi di quest'anno, numero elevato possibile grazie a una quota parte economica stanziata dal Comune, è stato usato un metodo diverso appendendo ai castagni retini contenenti le galle con all'interno il Torymus pronto a uscire e volare via una volta esposto alla luce.

«Questi lanci – prosegue l’assessore – ci hanno permesso di coprire l'intero territorio come si può vedere dalla cartina che abbiamo predisposto.

«Altre buone notizie ci arrivano da chi ha introdotto l'antagonista prima di noi in Toscana.

«Si riscontra che la velocità di propagazione del Torymus sia superiore alle più rosee aspettative in quanto il nostro ambiente si è rilevato più confacente rispetto all'area del Cuneese (Piemonte) dove per primi hanno iniziato la sperimentazione, che non è partita subito con il lancio dell'antagonista ma, tentando di percorrere ogni strada, con l'utilizzo di sostanze chimiche rivelatesi, alla fine, più dannose dello stesso parassita».

L’assessore ricorda che non bisogna aspettarci un risultato immediato:

«Ci sarà da aspettare anni, ora però abbiamo la certezza che il problema è stato affrontato in maniera seria e ampia per la salvaguardia dei nostri castagneti.

«Un ringraziamento va all'Unione dei Comuni, di cui facciamo parte, e sopratutto a coloro che, in maniera gratuita, si sono messi a disposizione e con il loro fuoristrada hanno reso possibile fare lanci in zone difficilmente raggiungibili: Giovanni Fabbri, Franco Labroni e Francesco Spettoli».

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