Il dolore
Tempi più lunghi per il nuovo ponte
L’ufficio ambiente della Provincia ha chiesto integrazioni ai progettisti su inquinamento atmosferico e acustico
LUCCA. Slitta di qualche settimana ilvia libera alla valutazione ambientale per il nuovo ponte sul Serchio, quello che la Provincia costruirà fra il Brennero e la via per Camaiore.
L’ufficio ambiente di palazzo Ducale (che gestisce la procedura di verifica di assoggettabilità alla Via) ha infatti chiesto integrazioni al progetto preliminare che era stato presentato il 23 febbraio scorso. Integrazioni che devono rispondere ad alcune osservazioni arrivate nei 45 giorni dall’avvio della procedura, cioè entro il 9 aprile.
Poiché, però, la richiesta dell’ufficio ambiente della Provincia è arrivata dopo questa data limite, la legge regionale prevede il “riavvio” della procedura. In sostanza ora tutti gli enti competenti (Comune, Arpat, Asl, Autorità di bacino, Consorzio di bonifica, Soprintendenza, Anas, Genio Civile) dovranno esprimere un nuovo parere che andrà a costituire la base per il via libera (eventualmente con prescrizioni) al progetto.
Secondo la Provincia si tratta di una procedura che non dovrebbe far slittare di molto il cronoprogramma: 30, 40 giorni al massimo. Una fase, insomma, che si punta a chiudere entro il mese di giugno. La tabella di marcia prevede, dopo questo passaggio, un mese per l’elaborazione del progetto definitivo e altri trenta giorni per la conferenza dei servizi.
Considerando che si sconfinerà così nell’estate, dunque, è probabile che il progetto definitivo sia disponibile fra settembre e ottobre.
A quel punto la Provincia ha quattro mesi per appaltare i lavori che, quindi, partirebbero a inizio anno prossimo per durare - secondo progetto - 22 mesi e concludersi, dunque, a inizio 2018.
Quali sono i punti sui quali la Provincia e il raggruppamento di imprese vincitore del concorso per la progettazione sono dovuti ritornare? Uno riguarda un tema assai delicato per tutta la piana lucchese: l’inquinamento da Pm10, da polveri sottili. Arpat, con una nota, ha chiesto di specificare meglio le fonti e i livelli di emissioni previsti durante la costruzione dell’opera.
Secondo le integrazioni presentate dai progettisti, tuttavia, non ci dovrebbero essere problemi, anche grazie alle misure compensative, come la bagnatura della terra battuta. Nella relazione si spiega che si rimane ampiamente sotto i limiti: «Le emissioni orarie derivanti dallo svolgimento delle lavorazioni di cantiere, essendo opportunamente mitigate, risultano del tutto conciliabili, in quanto rappresentative di un quadro di impatto ambientale non incisivo sull’atmosfera circostante».
Altro punto delicato quello dell’impatto acustico, anche questo sollevato da una nota a firma di Arpat. Nelle integrazioni sono stati aumentati i numeri di “ricettori sensibili” considerati. E - nello stesso tempo -è stata eseguita una nuova campagna di rilevamento dei flussi automobilistici, il 7 e 8 maggio scorso. L’elaborazione di questi dati ha ridotto l’impatto acustico previsto rispetto alla prima formulazione. Secondo i calcoli, l’aumento non sarà maggiore di due decibel, in prossimità delle intersezioni fra il ponte e le due strade collegate (la via per Camaiore e il Brennero).
Aumento che comunque sarà “ammortizzabile” con l’installazione di barriere fonoassorbenti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
