Il Tirreno

Lucca

Puccini è vincente con la mia formula

di Barbara Antoni
Puccini è vincente con la mia formula

Colombini: aperto a collaborazioni ma con interlocutori validi

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LUCCA. Una media di 320 concerti ogni anno. Oltre quattromila dal 6 aprile 2004 - il giorno della fondazione del Puccini e la sua Lucca Festival - ad oggi. Soltanto nel 2014, 41.600 spettatori hanno assistito alle sue serate in San Giovanni: un pubblico al 99,9% straniero, con picchi di americani (19%), inglesi (17) e australiani (10). È la carta d’identità in numeri del Puccini e la sua Lucca Festival e quindi del suo ideatore, fondatore, presidente e direttore artistico, Andrea Colombini.

Se da undici anni a questa parte il nome del lucchese più illustre - il Maestro Giacomo Puccini - fa rimbalzare ogni giorno il suo nome ovunque insieme a quello di Lucca è grazie a questa manifestazione permanente. Grazie all’iniziativa di un privato - «innamorato della musica, è la mia vita» per definirlo con le sue parole - non amato da tante personalità in vista della città. Seppure la città ammetta il ruolo che Colombini si è guadagnato: all’entrata del principale ufficio turistico del centro storico - il centro Itinera in piazzale San Donato - l’unico pannello che comunica un’intensa attività concertistica nel segno del Maestro è proprio quello del Puccini e la sua Lucca.

Colombini, qual è la sua formula vincente?

«I concerti pre-dinner, rigorosamente alle 19 e della durata massima di un’ora e venti minuti, come insegna il maestro von Karajan. E artisti giovani e di gran qualità. Facciamo dieci audizioni mensili a cui accettiamo solo diplomati e professionisti. Ad oggi contiamo su un cast di 63 cantanti professionisti, di età fra 25 e 46 anni, quattro pianisti, tre cori, due orchestre sinfoniche tra cui l’Orchestra Filarmonica di Lucca con un’incidenza di giovani, molti formatisi anche al Boccherini, pari al 65%».

Come regge l’impegno di un concerto al giorno per quasi tutto l’anno? Con quali risorse a maggior ragione dopo che il Comune di Lucca le ha tagliato i ventimila euro di contributi annui?

«Il Comune mi ha tagliato i fondi? Bene, adesso sono libero. Ci sono le due fondazioni bancarie cittadine a darci un contributo e le ringrazio. Se il festival prosegue e con successo lo deve soprattutto al suo staff, sei persone preparate, ognuna con un compito preciso. C’è chi ha solo rapporti con gli hotel, che comprano i nostri biglietti in blocco per venderli o regalarli ai propri ospiti: un modo intelligente per trattenerli a Lucca un giorno in più. E c’è chi si occupa di produzioni: negli ultimi tre anni abbiamo realizzato 44 produzioni audio video, ne abbiamo in programma 19 per i prossimi due. Io ho incontrato tour operator di tutta Europa per promuovere il mio festival. Si può dire che facciamo tutto con i nostri soldi. Con 41.600 spettatori abbiamo creato nel 2014 un indotto di 25 milioni sul territorio, tra alberghi, ristoranti, negozi: una media di 500 euro per spettatore. Il nostro segreto è dare un servizio grande che costa meno di quanto costerebbe se lo facessero altri».

I suoi rapporti con l’amministrazione. Ad oggi interrotti dopo innumerevoli tensioni. Un riavvicinamento è impossibile e impensabile?

«Come me gli accordi si trovano. Perché ho buonsenso e ho a cuore Puccini e la mia città. Ma il business deve essere vincente. Sono disposto a cambiare idea se trovo davanti a me idee migliori. In passato ho parlato con due assessori alla cultura di Lucca e ho lasciato perdere: non erano interlocutori adatti. Invece lo è Massimo Marsili, attuale presidente della Fondazione Puccini e direttore del Puccini Museum. Ho anche un ottimo rapporto con Manrico Ferrucci, direttore generale del teatro del Giglio».

Se le giungessero proposte di collaborazione dalla Fondazione Puccini come si comporterebbe?

«Se arriveranno proposte formali sono aperto a ogni collaborazione. Adesso la fondazione ha un direttore di garanzia».

Pensa di essere antipatico al sindaco Alessandro Tambellini?

«Non lo conosco, non mi interessa».

Lei aveva proposto un progetto per i Puccini Days 2015. Ha ricevuto una risposta?

«Ho proposto un pacchetto con sette concerti, otto-nove eventi e sponsor a parziale copertura. Nessuna risposta».

I concerti in San Giovanni come vanno?

«Pubblico in aumento costante, diciamo il 15% ma è di più. Di questo passo per settembre e ottobre dovremo farne due al giorno. Abbiamo già molte prenotazioni anche per novembre. Siamo in trattativa per riprendere la programmazione quotidiana anche da novembre ad aprile, oggi limitata a venerdì e sabato dopo il taglio dei fondi degli enti pubblici».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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