Sicurezza
Bugnano e Lugnano borghi ricchi di mistero
Guarda il VIDEO
BAGNI DI LUCCA. Depredati e saccheggiati da vandali e ladri i borghi di Bugnano e Lugnano, acquistati nel 1982 da una società inglese che doveva farne un grande resort, un albergo diffuso. Oggi i resti di quello che potrebbe essere un vero e proprio paese fantasma sono abbandonati, coperti di vegetazione e visibili a stento. Ma Virgilio Contrucci, camerlegno della Vicaria Val di Lima, e i suoi collaboratori sono in grado di condurvi i visitatori che partecipano alle escursioni guidate alla scoperta dei paesi più suggestivi della Valle del Serchio.
«A Bugnano e Lugnano – spiega Contrucci – siamo in mezzo a rovine ricche di mistero, come nel mezzo di una giungla. Sono stati rubati tutti gli oggetti di pregio che si trovavano nelle case abbandonate:scalini in pietra, inferriate, e quanto altro di appetibile è stato possibile portare via, vettovaglie comprese. Con i dovuti lavori e con un adeguato intervento di recupero e pulizia questo sito potrebbe diventare fonte di visite turistiche organizzate, rientrando in un vero percorso mirato alla piena conoscenza dei nostri posti. I due borghi, integri,nel 1982 furono interamente acquistati da una società inglese. Erano gli anni in cui molte persone aspettavano la riapertura del Casinò dopo il blitz del 1981, apertura che pareva dovesse essere vicina».
Prima di arrivare a Bugnano e Lugnano si può intanto agevolmente percorrere l’itinerario proposto da Contrucci e dal collaboratore Sergio Serradimigni. Il percorso inizia poco dopo il casinò, a Ponte a Serraglio, lungo la strada che porta a Monti di Villa.
«Nel tratto prima di giungere al Molino di Fronzola sulla sinistra del torrente Camaione – dice il camerlengo – si intravede una capanna a due piani ormai dimenticata da anni. La bufera di vento ha tolto le piante che ostruivano il passaggio e molti rami sono stati poi tagliati. E’ venuta così alla luce una costruzione di fine '800, in pietra, probabilmente adibita a stalla. All'interno ci sono i resti di una mangiatoia per bovini e sotto c'è ancora un incavo in pietra per accogliere i conigli e per tenerli liberi tra le gambe dei bovini: una tecnica di allevamento per tenere insieme due diverse specie di animali.
«La capanna – prosegue Contrucci, che ha ripulito il posto per capire meglio – è di costruzione abbastanza recente, ma accanto appare una volta in pietra a tutto sesto, cementata da una malta a calcestruzzo. Sopra la volta ci sono evidenti tracce di una stanza con l'accenno di una cappa fumaria di un camino. A giudizio di Graziano Serafini, esperto di archeologia industriale ed in particolare di mulini della Valle, si tratterebbe di un mulino con solo una macina che girava contro verso. Dalle ricerche da lui effettuate sembra che il mulino sia stato in funzione fino alla fine degli anni ottanta del XIX secolo, ma la particolarità è che macinava stolli di ortica utilizzati per fare polvere da sparo per mine.
«L'energia occorrente proveniva probabilmente in parte dal Camaione e in parte da un solco lì vicino confluito da una gora lunga circa un chilometro. Le tracce sono ben visibili».
Lancia un appello Contrucci, desideroso di portare turisti in questi posti dimenticati: coinvolgere altre persone per un maggiore approfondimento e studio del luogo, volto a scoprire il perché della tipologia così diversa tra la volta e i resti della stanza superiore.
Il percorso alla ricerca del passato continua e dopo circa un chilometro si arriva al Molino di Fronzola, oggetto di studio e documentato più volte a partire dal XV secolo.
Proseguendo si arriva nello splendido borgo di Riolo, un vero gioiello della Valle, dove vicino alla chiesa del XVII secolo dedicata a San Nicola si può ammirare una fonte pubblica alimentata da un rubinetto bronzeo di epoca napoleonica, come quelli che si trovavano nei vecchi stabilimenti termali, scelti da Elisa Bonaparte, i famosi rubinetti "a becco d'aquila". L'acqua proviene dalla viva roccia ed è cristallina. Dopo Bugnano e Lugnano, da non perdere infine il bellissimo paese Monti di Villa: percorsa via Fillungo, si giunge a Pieve di Monti di Villa dove è possibile ammirare la Pieve di San Giovanni, antica villa terenziana e da lì si continua per ritornare a Ponte a Serraglio, attraversando Granaiola dove è d'obbligo una visita alla chiesa millenaria.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
