Proteste
Aumentano i canoni di affitto delle case popolari
Per 1.470 assegnatari il canone minimo di locazione sale a 40 euro
LUCCA. Con l’ormai prossimo bollettino del canone mensile, una parte degli assegnatari degli alloggi popolari riceverà una lettera dai presidenti dell’Erp Lucca e del Lode Lucchese, rispettivamente Francesco Franceschini e Antonio Sichi, di spiegazione sulle novità introdotte, proprio a partire da questo mese, dalla legge regionale n. 41 del 31 marzo 2015.
Ben 1.470 assegnatari, appartenenti alle fasce di reddito A e B, si vedranno aumentare il canone minimo di locazione, che viene portato indistintamente a 40 euro al mese. Fino ad ora, invece, le famiglie senza un reddito potevano disporre dell’appartamento pagando un canone minimo di 12,91 euro mentre quelle che comunque un reddito minimo lo avevano, erano tenute a pagare un canone in percentuale del 7% di quanto riscosso, rimanendo al di sotto dell’attuale nuova soglia base.
per tutti loro il canone sarà di quaranta euro mensili. Spiega il presidente di Erp Lucca, Francesco Franceschini: “Si tratta di una misura necessaria, ma rinviata da tanto tempo, per compensare quei costi generali, di amministrazione e fiscali che sosteniamo per la gestione degli immobili stessi. E queste risorse ci permetteranno di avere più risorse da destinare alla manutenzione ordinaria degli immobili”.
Contemporaneamente cambierà anche l’applicazione della penale in caso di ritardato pagamento del canone. Trascorsi trenta giorni dalla scadenza, sarà applicata una penale dello 0,5% del canone per ogni mese di ritardo, senza la necessità di una preventiva messa in mora, a cui si aggiungeranno le spese accessorie. E nel caso di morosità superiore a sei mesi nel pagamento del canone di locazione ci sarà la risoluzione automatica del contratto e la decadenza dell’assegnazione
“Siamo stati costretti a meglio definire i passi da fare in questi casi, per far fronte ad una morosità che ancora persiste, nonostante i vari solleciti fatti”.
Cambiano anche i requisiti per entrare nelle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi
Erp. “Viene introdotto e rafforzato - conclude Franceschini - il principio di appartenenza territoriale dei soggetti richiedenti che dovranno dimostrare di avere residenza anagrafica o attività lavorativa stabile o principale nel comune richiesto, da almeno cinque anni ma cambia anche il concetto di patrimonio degli assegnatari che sarà valutato complessivamente tra beni immobili di proprietà o anche solo di diritti di godimenti e di beni mobili per un valore superiore complessivo per nucleo familiare che non dovrà superare i 25.000 euro. Dal bando verranno esclusi quei soggetti che si saranno resi responsabili nei cinque anni precedenti di occupazioni abusive di alloggi sia pubblici che privati”.
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