Il Tirreno

Lucca

Solo un container per la Croce Rossa

di Flavia Barsotti
Solo un container per la Croce Rossa

Lucca, dopo lo “sfratto” da villa Niemack difficile continuare l’assistenza ai più poveri. Il Comune offre la disponibilità di due locali, ma sono piccoli rispetto alle esigenze dell’associazione

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LUCCA. Un container come sede del Centro di Ascolto della Croce Rossa Italiana di Lucca. È questa l’unica soluzione, necessariamente provvisoria, che i volontari sono riusciti a trovare per poter continuare, pur con molte difficoltà, ad offrire alcune delle risposte e degli aiuti alle persone più disagiate.

La voce che il primo piano di villa Niemack di via dei Bacchettoni non potesse più fare al caso dell’associazione, era già circolata negli ultimi mesi anche attraverso i numerosi appelli del presidente del comitato provinciale della Croce Rossa, Enzo Fasano, che aveva più volte manifestato l’ esigenza di trovare, il prima possibile, uno spazio idoneo, una volta scaduto il comodato con l’ente Carlo del Prete. Alla richiesta della proprietà di vedersi corrisposto un canone di affitto per il rinnovo del contratto della struttura, infatti, Fasano era stato costretto a correre ai ripari non potendo permettersi di versare una cifra mensile.

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«Appelli che - come scrive in una nota - sono caduti nel vuoto. Tante, troppe promesse, ma di concreto, come ormai siamo abituati a subire, niente». A venti giorni dallo sgombero dei locali di villa Niemack, infatti, solo il trasferimento in un container si è prospettato fattibile.

E dire che, a parlare chiaro sulla necessità dell’ operato della Cri di Lucca, ci pensano i numeri dell’ultimo anno. Quattrocento, le famiglie assistite solo nel 2014 dal Centro di Ascolto; 280 i contatti riferiti a nucleo familiare; 80 le persone ospitate presso la mensa solidale una volta al mese con alimenti reperiti attraverso le raccolte nei supermercati. Circa 40.000 euro il valore dei generi alimentari distribuiti solo nel 2014 in pacchi spesa, due volte a settimana, alle famiglie più bisognose, nell'ambito di un sostegno che prevedeva, per due giorni a settimana, anche il conferimento di abbigliamento. Intanto, alla sera, un gruppo di volontari consegnava pasti e bevande calde ai senzatetto della città. Servizi indispensabili per una parte della comunità, oggi bloccati per mancanza di un edificio adeguato. «Questi generi alimentari – commenta il presidente Fasano – nell'ordine di diverse tonnellate, ci vengono destinati dalla Comunità Europea e sono rivolti esclusivamente alle famiglie bisognose e alle strutture caritatevoli di Lucca. Purtroppo, per la mancanza di una sede idonea, si corre il rischio che queste risorse non ci vengano più assegnate». Oltre al Centro di Ascolto, di stoccaggio di vestiario e alimenti, nemmeno il Corpo delle Infermiere Volontarie, le cosiddette “Crocerossine”, prima collocate in via dei Bacchettoni, trova più una sistemazione. «Sono una ricchezza fondamentale per la nostra comunità. Oltre ad essere impegnate nel campo socioassistenziale, svolgono un ruolo importantissimo per la loro funzione istituzionale».

Circa 150-200 sembrano essere i mq necessari per raccogliere nuovamente questi servizi, secondo una stima dell’Associazione. Ma se da una parte, il Comune si dice disponibile a trovare una soluzione, dall'altra precisa di non possedere strutture di quelle dimensioni. «Contatteremo la Croce Rossa e insieme valuteremo se, fra il nostro patrimonio, esistono immobili appropriati – afferma l’assessore al sociale Antonio Sichi -. Dobbiamo prima capire le necessità della Cri fra cui, immagino, ci saranno sicuramente il piano terra e l’assenza di barriere architettoniche. Di primo acchito, mi vengono in mente l’ex Omni di Farneta e alcune stanze a Massa Pisana che, oltre ad avere parcheggio, sarebbero immediatamente utilizzabili solo con qualche piccolo lavoretto. Si rende comunque necessaria una ricognizione per valutare attentamente anche altre possibilità. Per quanto riguarda la metratura però, è impensabile che il Comune abbia ad oggi 200 mq liberi. Solitamente, per soddisfare le esigenze delle associazioni, si richiedono circa 30-40 mq».

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