Sicurezza
Diciassette anni fa morì un sottufficiale della brigata Folgore
TASSIGNANO. Risale a 17 anni fa l'ultimo decesso di un militare dei paracadutisti legato a un lancio con la tecnica di caduta libera. E anche in quell'occasione l'incidente mortale avvenne in...
TASSIGNANO. Risale a 17 anni fa l'ultimo decesso di un militare dei paracadutisti legato a un lancio con la tecnica di caduta libera. E anche in quell'occasione l'incidente mortale avvenne in Lucchesia. Era il 4 settembre 1998 quando il maresciallo Andrea Malanca, 28 anni, nativo di Mantova, ma residente a Adria in provincia di Rovigo con la madre Rosa e il padre Remo, da anni in forza al nono reggimento paracadutisti della brigata Folgore Col Moschin morì nella zona del padule di Altopascio (al confine tra i comuni di Altopascio, Porcari e Capannori) mentre erano in corso una serie di lanci da un aereo militare G222. Da un osservazione filmata del lancio da parte dei militari in quella occasione emerse una manovra errata nell’azionare il paracaduta principale. Quell’errore comportò che il paracadute del militare si trovò in posizione molto ravvicinata con quello di un altro paracadutista lanciatosi pochi istanti dopo. Malanca, in quel modo, si trovò impossibilitato a fare qualsiasi movimento e quindi ebbe difficoltà a liberarsi del suo paracadute azionando quello di emergenza. Il tragico volo del sottufficiale veneto terminò in un campo di girasoli a poche decine di metri dalla zona di comando e dagli automezzi utilizzati dai parà per fare ritorno in caserma. Dall’autopsia emerse che il militare era deceduto per le gravissime lesioni viscerali e scheletriche e la morte fu istantanea. Eppure anche Malanca era un militare esperto e aveva all’attivo moltissimi lanci. La procura della Repubblica aprì un inchiesta - e contestualmente anche quella militare - ma alla fine entrambe giunsero alla stessa conclusione: errore umano del paracadutista. Niente indagati, niente processo.
Diverso invece il caso dei due paracadutisti strangolati dalla fune di vincolo tra il 1994 e il 1996: dall’allievo Claudio Triches, 20 anni, impiccato dalla fune di vincolo durante un avio lancio sopra i cieli di Altopascio il 15 luglio del 1994 a Claudio Capellini, 19 anni, originario di Cesena, impiccato alla fune di vincolo al suo sesto lancio sui cieli del Padule il 4 dicembre 1996. In primo grado ci furono cinque condanne agli ex vertici della Folgore e soprattutto vennero bloccati i lanci «a uscita rapida».
Luca Tronchetti
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