Il Tirreno

Lucca

Mezzi vecchi e poco personale, l’ufficio edilizia è in crisi

di Luca Cinotti
Mezzi vecchi e poco personale, l’ufficio edilizia è in crisi

Lucca, la relazione dell’assessore Mammini: pratiche ferme a lungo, le persone si rivolgono a me. L’adeguamento informatico è stato rallentato a causa del budget che si è rivelato insufficiente

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LUCCA. Una situazione, quella dell’ufficio edilizia del Comune di Lucca, che ha effetti «aberranti». A dirlo - anzi, a scriverlo - non è un professionista o un cittadino arrabbiato perché la sua pratica viaggia con tempi degni di una lumaca: no, è l’assessore responsabile del ramo, Serena Mammini, che nella relazione di giunta allegata al rendiconto di palazzo Orsetti esegue una disamina a dir poco disarmante.

«Il settore - spiega Mammini - continua a essere in forte sofferenza perché sono mancati gli investimenti necessari in termini di persone e di strumentazione. L’ufficio necessita di una forte riorganizzazione, le figure che negli anni si erano formate si sono trasferite in altri Comuni o sono state spostate in altri settori e non si è creato un ricambio».

Questioni di personale, dunque. Non nel senso di capacità o di qualità dei singoli - ovviamente - ma di numeri e di moli di lavoro. Ma anche altri ordini di motivi concorrono a creare questo caso. E questa volta riguardano direttamente la struttura: «La strumentazione informatica è scarsa; lo spazio per l’archiovio insufficiente e l’area del front-office inadeguata per un Comune capoluogo».

Il risultato di tutto questo combinato disposto è che le pratiche ingolfano gli uffici e i tempi per cittadini e professionisti si allungano. Creando, quindi, dei cortocircuiti che investono direttamente l’assessorato, al quale certo non spetta il seguire l’iter tecnico delle pratiche.

«Molte persone - continua la relazione stilata da Mammini - si rivolgono all’assessore per sollecitare risposte che attendono da mesi e questa è un’aberrazione da sanare. Troppo spesso anche il Difensore civico provinciale ha cercato informazioni dall’assessore perché non è riuscito ad avere risposte dagli uffici».

Non che siano mancate le iniziative e le idee per migliorare la situazione: «Abbiamo lavorato - ricorda l’assessore Mammini - affinché il sistema informativo dell’edilizia privata si evolvesse con la creazione di un vero Sportello unico dell’edilizia, ma ancora non si è riusciti nell’intento».

Il motivo? «Il budget (software, hardware e investimento sulla formazione) è stato finora insufficiente. Comunque l’attività di pianificazione e la condivisione dell’obiettivo tra il settore dei sistemi informativi e quello dell’edilizia privata potrebbe produrre una buona progettualità».

Nel bilancio di un anno di attività dell’ufficio edilizia ci sono anche degli aspetti positivi: «Per facilitare il lavoro dei professionisti della filiera edilizia - ricorda l’assessore - è stato istituito un tavolo tecnico permanente che, dal mese di giugno, ha iniziato a riunirsi con cadenza mensile». Si tratta di uno strumento che serve per sciogliere alcuni nodi legati alle interpretazioni delle norme del regolamento urbanistico, che rischiano di zavorrare ancor di più un settore che ha vissuto (e sta vivendo) anni di crisi nera con decine di aziende chiuse e migliaia di addetti che sono rimasti senza lavoro. Una delibera interpretativa è arrivata proprio martedì sera all’approvazione in consiglio comunale.

Tuttavia, in un prossimo futuro, le cose dovranno giocoforza cambiare. Perché se ora gli sforzi sono concentrati soprattutto sul Piuss e sul processo di formazione del piano strutturale, spiega l’assessore «quando avremo il regolamento urbanistico, che si chiamerà piano operativo, è chiaro che gli uffici dovranno essere preparati». Perché le norme sono scritte dagli uffici dell’urbanistica, ma poi le pratiche che “nascono” da questi strumenti finiscono sul tavolo degli istruttori dell’edilizia. Per questo dovranno arrivare finanziamenti e investimenti: «D’altra parte - conclude Mammini - insieme all’Urp, all’anagrafe e ai vigili urbani si tratta di uno dei quattro uffici che hanno un rapporto diretto con l’utenza».

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