Finanza
D'Alessandro e Tambellini, scontro in diretta
Alla presentazione della rassegna edizione 2015 il patron sbotta: il Comune non ci è vicino, né economicamente né per offrici servizi
LUCCA. Un appello, una richiesta di aiuto in pubblico e una sonora tirata di orecchie: tutte indirizzate all'amministrazione comunale. Alla presentazione del Lucca Summer Festival 2015, l'edizione tanto attesa perché suggella i diciotto anni, la "maggiore età" della rassegna internazionale di musica pop che dà vita al luglio lucchese dalla location di piazza Napoleone, il patron Mimmo D'Alessandro sbotta. Tutti i dissapori, le amarezze, le tensioni sfociano lì, nella sala degli Specchi di Palazzo Orsetti che per l'occasione sfoggia un parterre di ospiti da grandi eventi. D'Alessandro si sfoga: "Non sento calore dall'amministrazione, mi dimostri che ha a cuore questa manifestazione. Sono pronto a cederle il marchio purché la porti avanti a questo livello. Il Comune deve investire in questo festival che fa riecheggiare il nome di Lucca in tutto il mondo, che porta ricchezza".
Cinque milioni il budget della Di&Gi per l'edizione 2015 del festival, 4 milioni i soldi spesi solo per la promozione. Oltre quarantamila i biglietti già venduti, alcuni concerti già con il tutto esaurito e il fenomeno Robbie Williams che porterà a Lucca 14mila fan da tutto il mondo.
D'Alessandro snocciola i numeri e rimprovera all'amministrazione di incanalare le sue manifestazioni maggiori su binari separati: "Su uno si va a carbone, ed è quello che tocca a noi, sull'altro si procede con la banda larga, ed è quello dei Comics, che non sono un festival culturale ma una fiera, dove gli espositori comprano uno spazio, vanno, fanno il loro business e se ne vengono via. Noi no, siamo qualcosa di molto diverso: facciamo cultura".
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Un fiume in piena. Il sindaco Alessandro Tambellini non se lo aspetta e la replica è pronta ma non altrettanto energica. "I Comics - dice - sono una società pubblica, il Summer Festival privata. L'ipotesi di una fondazione? Si può pensare ma la vedo difficile. Stiamo creando un ufficio per i grandi eventi. Con il Summer Festival abbiamo comunque rapporti molto diretti e continui".
Ma D'Alessandro incalza. Un budget come quello di quest'anno la sua società non può permetterselo oltre un'edizione. "Il Summer - dice - si alimenta solo con la biglietteria e ogni anno è un miracolo che ci sia. Voglio servizi dal Comune. Ci vuole un ufficio che coordini, così non va. Ci vogliono soldi: i fondi che il Comune ci dà li restituiamo per oltre metà, pagando ogni anno cinquantamila euro di suolo pubblico".
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