Il Tirreno

Lucca

Ungaretti e la guerra: serata-evento in San Francesco

di Paola Taddeucci
Ungaretti e la guerra: serata-evento in San Francesco

Domenica sera alle 21 il professor Umberto Sereni rievoca il tragico racconto in versi del conflitto mondiale

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LUCCA. Ogni giorno migliaia di uomini e donne di ogni età, colore e fede la leggono su un pannello della metropolitana di Londra. È una poesia di quasi cento anni fa. Tanto viva, palpitante, piena di umanità e di calore da essere scelta per accompagnare di speranza le giornate dei londinesi e di chi passa dal celebre “Tube”. Quella lirica, dal titolo “Fratelli”, è di Giuseppe Ungaretti. Il poeta figlio di Lucca - i suoi genitori emigrarono ad Alessandria d’Egitto per lavoro – che più di ogni altro ha saputo raccontare la tragedia esistenziale della prima guerra mondiale, da lui vissuta sul fronte del Carso. In trincea Ungaretti scrisse anche i famosissimi sei versi che compongono due dei suoi capolavori: “Mattina” e “Soldati”. Nella prima, datata 1917, ci sono le quattro parole più scarne e magiche della poesia di tutti i tempi : “M’illumino d’immenso”. In “Soldati”, del 1918, c’è una delle più belle folgorazioni liriche della storia: “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”. Versi – come anche “Fratelli” - che descrivono l’assurdità della guerra e dell’intera condizione umana, ma anche la capacità di risorgere dal dolore, di ritrovare la sintonia con il mondo: canti di pena e di speranza, di strazio e di letizia.

A ricordare queste e molte altre pagine del grande figlio di Lucca sarà la Fondazione Cassa di Risparmio che ha organizzato lo spettacolo “Lucca ricorda: 24 maggio 1915-2015”, in programma domenica 24 alle 21 a ingresso libero nella chiesa di San Francesco, esattamente a cento anni dall’entrata in guerra dell’Italia. Condurrà la serata Umberto Sereni, professore ordinario di storia contemporanea all’università di Udine, che traccerà i vari punti del percorso poetico di Ungaretti, soffermandosi sull’analisi e sulla contestualizzazione dei componimenti nati in mezzo alla tempesta d’acciaio sul Carso e sottolineando l’importanza che universalmente viene riconosciuta al poeta, soprattutto all’estero. Di “Fratelli” ecco cosa dice l’accademico: «Ungaretti la compose a Mariano del Friuli il 15 luglio 1916. Da allora è passato un secolo, ma anche a rileggerla oggi la ritroviamo viva e palpitante. Come se fosse stata pensata e scritta per noi uomini di un’epoca che ancora ha bisogno di ritrovare la via del cuore. Di riaffermare i diritti dell’Umanità liberata. È sicuramente per queste ragioni che nella sua versione inglese è stata collocata su un pannello dei vagoni della Northen Line della metropolitana di Londra. E poiché gli inglesi sanno fare le cose per bene, dal pannello hanno ricavato un poster che si può acquistare via mail al London Transport Museum, nei pressi del Covent Garden, al modico prezzo di 5 sterline».

Nessun accenno, da parte sua, sulla poca considerazione che Lucca ha spesso avuto verso il suo grande figlio. «Voglio andare oltre i soliti lamenti – dice Sereni –. Per fortuna è stata organizzata questa serata, grazie alla quale si può parlare di ritorno a Lucca di Ungaretti. Sarebbe stato grave non ricordarlo: si esce finalmente dal lamento e si fa qualcosa». Nel corso dello spettacolo, dopo l’intervento di Sereni, ad interpretare i versi del poeta sarà Eros Pagni, l’attore spezzino trapiantato a Lucca da anni. Seguirà la proiezione di un video curato da Antonio Nardone con la consulenza di Vittorio Biondi, mentre il coro della scuola primaria di Vallebuia, diretto da Carla Nolledi, eseguirà alcuni canti patriottici. I biglietti per l’ingresso – fino a esaurimento posti - possono devono essere ritirati al teatro del Giglio a partire da giovedì 21 fino a sabato 23 in orario 10,30-13 e 16-19.

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