Il Tirreno

Lucca

LA NOSTRA SALUTE

Tempi più rapidi per i pazienti del pronto soccorso

di Fabrizio Tonelli
Il primario Fabiana Frosini e il coordinatore infermieristico Sauro Franceschini nella Emergency room del pronto soccorso
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Il primario Fabiana Frosini e il coordinatore infermieristico Sauro Franceschini nella Emergency room del pronto soccorso

Lucca: alcuni esami di base vengono effettuati subito dopo il triage. Al reparto si presentano in media 160-170 pazienti al giorno

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LUCCA. Il pronto soccorso prova ad accorciare i tempi di attesa. Specie quelli relativi alla presa in carico, percepiti come quelli che maggiormente infastidiscono i pazienti che si presentano alla struttura del San Luca. Da qualche giorno è stata attivata una nuova procedura in base alla quale si accelerano gli esami di primo livello per le persone alle prese con una serie di patologie codificate in un protocollo. Per esempio chi ha un problema toraco-addominale immediatamente dopo il triage viene sottoposto a elettrocardiogramma, prelievo ematico e altri accertamenti e gli viene somministrato un antidolorifico. In questo modo il paziente, quando accede all’ambulatorio del medico, dispone già dei risultati degli esami.

La novità è stata spiegata dalla dottoressa Fabiana Frosini, direttrice del pronto soccorso, nell’ambito dell’iniziativa del Simeu dedicata proprio ai pronto soccorso. Fino a sabato anche quello del San Luca apre le porte ai cittadini nella fascia oraria 9-10.30.

«Con questa iniziativa – spiegano la Frosini e il coordinatore inermieristico Sauro Franceschini – vogliamo far capire ai cittadini che siamo dalla stessa parte, che vogliamo la stessa cosa, ovvero che chi si presenta al pronto soccorso esca con una diagnosi, tranquillo, escludendo situazioni che mettono a rischio la vita».

A un anno dall’apertura del nuovo ospedale, l’incontro è anche l’occasione per fare il punto sulle luci e sulle ombre del pronto soccorso. Partendo proprio dai dati: gli oltre 63.000 accessi l’anno, con una media di 160-170 pazienti al giorno che è quella limite per poter garantire un servizio soddisfacente. «Se andiamo oltre, se tocchiamo e superiamo i 200 accessi al giorno, come è avvenuto durante il picco influenzale in inverno, andiamo in crisi», spiega la Frosini fornendo i dati: nel periodo dal 23 dicembre 2014 al 30 marzo 2015 il pronto soccorso del San Luca ha registrato 570 codici gialli e 120 codici rossi in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La Frosini sottolinea come il reparto abbia criticità connaturate con il servizio stesso, sulle quale è difficile intervenire, e altre che sono risolvibili con una diversa organizzazione, come si sta provando a fare al San Luca. Vi lavorano 25 medici e 56 infermieri che si occupano anche dei 12 posti letto della medicina d’urgenza, oltre che dei 14 di osservazione breve. Il turno diurno vede in servizio 5 medici, che diventano 3 di notte, oltre a un quarto reperibile. Nove gli infermieri, che passano a 5 nella fascia oraria 21-7.

Il trasferimento dal Campo di Marte al San Luca ha prodotto miglioramenti importanti. A partire dall’Emergency room, con due postazioni collegate direttamente alla sala Tac. Due anche i triage, uno per i deambulanti e l’altro per chi viene trasportato dalle ambulanze. Quattro le sale in cui vengono smistati i pazienti, oltre alla sala 5 dei codici rosa che viene utilizzata anche per i bambini, in quei casi che vengono trattati in reparto. Al San Luca c’è anche uno specifico percorso per la gestione del lutto, con una stanza apposita dove accogliere i familiari.

Il punto dolente del pronto soccorso sono i tempi di attesa. Che riguardano non solo la presa in carico del paziente, che come detto l’Asl sta cercando di accelerare, ma il processo completo, dal triage alla dimissione. La Regione prevede che l’80% dei codici verdi sia preso in carico entro 1 ora e dei codici gialli entro 30 minuti. «Attualmente – spiega la dottoressa Frosini – abbiamo attese leggermente superiori.I codici rossi costituiscono il 3% circa degli accessi, mentre l’80% delle persone che si rivolgono al pronto soccorso ha più di 65 anni».

La maggiore complessità dei casi, la necessità di accertamenti diagnostici e di consulenze comportano un allungamento dei tempi. Spesso i professionisti chiamati a valutare i casi sono impegnati in altre attività e si attende tanto, troppo tempo. Attese che possono essere monitorate attraverso i display installati non solo nella sala d’attesa ma anche all’interno del reparto, tramite i quali si può capire il percorso del paziente, identificato solo attraverso il numero assegnato dal triage.

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