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Senologia, le attività restano a Lucca

Senologia, le attività restano a Lucca

La nuova organizzazione di area vasta non comporterà cambiamenti per le pazienti che si rivolgono ai centri dell’Asl 2

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LUCCA. Oltre 400 interventi nel 2014 di cui 160 per nuovi casi di tumore alla mammella. E’ il dato più rilevante di una complessa attività, quello del Centro di senologia dell’Asl 2, che non solo resterà a Lucca anche dopo l’accorpamento delle aziende sanitarie, ma che è stato ulteriormente potenziato: ci sono nuovi macchinari e corsi di aggiornamento del personale, in grado di attuare tecniche sempre più precise e meno invasive anche nei trattamenti di radioterapia.

Lo dicono a chiare lettere il direttore generale dell’Asl 2 Joseph Polimeni, quello sanitario Lorenzo Roti e il dottor Aroldo Marconi, responsabile del percorso di senologia: per le donne lucchesi, e più in generale per tutte quelle che si rivolgono alla nostra Asl per patologie mammarie, non cambierà niente. Non deve ingannare il fatto che la Breast Unit di area vasta sarà guidata secondo il principio della turnazione: il primo anno dal dottor Duilio Francesconi di Viareggio, il secondo da Aroldo Marconi di Lucca, il terzo da Gina Tassinari di Massa.

Attorno al grande tavolo della direzione dell’Asl di Monte San Quirico ci sono tutti i responsabili del percorso senologico: oltre al dottor Marconi, Daniela Giorgi, epidemiologia e screening; Edi Editta Baldini (dipartimento oncologico); Marco Pellegri (medicina nucleare), Enrica Ercolini (diagnostica senologica); Marcello Mignogna (radioterapia oncologica); Claudio Sabò (anatomia patologica); Andrea Morelli (chirurgo plastico), Ivano Maci (recupero e rieducazione funzionale); Patrizia Scarsini (psicologia).

Professionalità che consentono di chiudere il cerchio, come sottolinea il dg Polimeni e che permettono di utilizzare al meglio le attrezzature disponibili. L’Asl ha programmato l’acquisto di una apparecchiatura per la radiografia in estemporanea del pezzo operatorio, un macchinario che verrà installato in sala operatoria e orienterà in tempo reale il chirurgo nell’esecuzione dell’intervento. Si è poi concluso un percorso formativo che ha permesso di collegare la macchina per la tomoterapia - primo caso a livello europeo - al sistema di rete della radioterapia “Mosaiq”, per cui questa apparecchiatura viene inserita nel sistema di rete della struttura di riferimento, con il vantaggio di gestire una serie di informazioni, a partire da quelle anagrafiche fino ai report amministrativi e statistici, ma soprattutto aumenta l’affidabilità dal punto di vista del rischio clinico. Inoltre il personale della radioterapia è stato addestrato all'uso di ulteriori supporti tecnologici particolarmente innovativi.

Grazie anche alla progressiva costituzione della Breast Unit area nord ovest i professionisti si pongono l’obiettivo di garantire una metodica di grande rilevanza che era stata avviata negli anni scorsi a livello sperimentale proprio all’interno dell’Asl 2: la Apbi (radioterapia interstiziale perioperatoria dopo terapia conservativa del carcinoma mammario). La metodica consente una radioterapia focalizzata sul letto operatorio nei giorni immediatamente successivi all’intervento, con importanti vantaggi per le pazienti.

Con l’approccio multidisciplinare una donna affetta da patologia alla mammella è seguita costantemente dagli specialisti dell’azienda sanitaria: si va dallo screening allo studio dei fattori di rischio, dalla diagnosi preoperatoria cito-microistologia al trattamento mininvasivo in anestesia locale (day surgery), dalla tecnica del “linfonodo sentinella” alla radioterapia intraoperatoria, dalla possibilità di ricostruzione plastica all’eventuale terapia e controllo oncologico, fino alla assistenza fisioterapica e psicologica.

Negli ultimi anni sono state acquisite anche apparecchiature di ultima generazione per la cura dei tumori come la tomoterapia e la pet-tac, per non parlare dell’acceleratore lineare installato al San Luca, tra i più innovativi a livello nazionale. Lucca è inoltre uno dei primi centri europei per l’agoaspirazione dei linfonodi clinicamente indenni. Una attività supportata in particolare dall’associazione “Silvana Sciortino”, che recentemente ha finanziato una borsa di studio da 14mila euro per una ricerca sulle metodiche di gruppo più adeguate.

Fabrizio Tonelli

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