Attenzione
Provincia, dipendenti in sciopero
La protesta martedì 26, sono almeno una quarantina le figure in soprannumero
LUCCA. Martedì 26 maggio giornata di sciopero dei dipendenti della Provincia preoccupati per il loro futuro, Cgil e Uil che hannio indetto la protesta sottolineano la mancanza di un corretto confronto tra le parti.
«La situazione più complessa - dicono i sindacalisti - è quella dei dipendenti che rimarranno nei nuovi enti di area vasta, affiancati dai dipendenti dei Centri per l'Impiego e della Polizia Provinciale, sul cui destino si sta ancora riflettendo a livello nazionale, senza prospettive positive a breve termine. Nonostante che il nuovo piano di riassetto non sia ancora stato consegnato ai sindacati - la scadenza era fissata al 31 marzo - l'ipotesi di sostenibilità economica presentata dall'Amministrazione per il 2016 e il 2017 è poco tranquillizzante, considerato che si basa in larga parte sulla vendita di immobili tra i quali alcuni sono già presenti sul mercato immobiliare da diversi anni.
«Nessuna garanzia quindi per i 180 - 190 dipendenti che dovrebbero rimanere nella nuova area vasta, che già dal 2015 potrebbero subire dei tagli in busta paga rispetto ai colleghi in transito verso i Comuni e la Regione, per i quali il mantenimento dei livelli 2014 sembra ormai scontato, almeno sulla carta. E un futuro ancora più incerto per i 40 - 50 dipendenti indicati nelle tabelle nelle mani dei sindacati come soprannumero. Dipendenti da ricollocare, secondo la legge, entro l'aprile 2017 per evitare la messa in mobilità per due anni e poi il licenziamento».
I Comuni e gli uffici periferici dello stato hanno comunicato le proprie esigenze di organico ma la vera e propria fase di ricollocazione del personale potrà partire solo dopo le necessarie verifiche economiche, l'approvazione dei piani del fabbisogno e dei bilanci e l'implementazione della piattaforma governativa da parte degli enti locali e della Provincia stessa, che dovrà comunicare i numeri e i profili in soprannumero per l'incrocio tra domanda e offerta e per far partire i bandi di mobilità a livello locale.
«L'impegno verbale ad un ripristino di un confronto corretto - dicono i sindacati - e finalizzato alla tutela di tutti i dipendenti assunto dalle commissioni consiliari di fronte alla rsu aziendale, non è ancora sufficiente a tranquillizzare sindacati e lavoratori».
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