Il Tirreno

Lucca

Reperti, storia e segreti celati dal lago glaciale

di Emanuela Ambrogi
Reperti, storia e segreti celati dal lago glaciale

Incredibili e suggestivi scenari nel percorso che parte dalle Strette di Cocciglia per arrivare a Casoli, attraverso il Ponte Nero (o pons minor) di epoca romana

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BAGNI DI LUCCA. E’ davvero uno scrigno di tesori il territorio di Bagni di Lucca, alla scoperta del quale la Vicaria Val di Lima organizza itinerari e visite guidate, su prenotazione. Uno degli scenari più suggestivi è rappresentato dalle “Strette di Cocciglia” per arrivare a Casoli, passando dal famoso Ponte Nero, alterazione di pons minor (ponte minore, ponte di sotto).

«Siamo sulla statale del Brennero e la partenza è dalle strette di Cocciglia – spiega Virgilio Contrucci, camerlengo della Vicaria e cultore della storia locale –. Dopo circa dieci metri ci troviamo di fronte al ponte nero di epoca romana. Lì vicino c'è una Cappellina che ha avuto una ristrutturazione medioevale: vi si può ammirare un bellissimo affresco che rappresenta una crocifissione».

Appena attraversato il ponte si presenta uno spettacolo di rara bellezza: dato il restringimento del corso del fiume la portata dell'acqua cessa la sua irruenza e dà la possibilità di vedere alcune grotte. Qui l'acqua è trasparente e passa dal verde smeraldo al blu più intenso. Poco distante c'è un bivio: sulla destra è possibile proseguire il percorso del canyon, mentre a sinistra si prosegue il cammino che conduce a Casoli. Lo spettacolo delle grotte abitate fin dalla preistoria è davvero suggestivo e si confonde col verde della vegetazione ancora incontaminata.

La strada del canyon coperta dalla vegetazione segue il corso dell'acqua cristallina: è proprio qui che arrivano nemerosi sub che conoscono la zona meglio dei turisti.

Il canyon termina dopo circa 200 metri e subito dopo si apre un'ansa del fiume, una piccola spiaggia in ghiaia dove è possibile godere uno spettacolo unico.

«Ideale sarebbe poter accedere alle rocce piene di colore con un gommone» continua Contrucci.

Dal ponte minor al ponte maior (superiore), diventato poi Ponte Maggio, anche questo di epoca romana, si arriva dopo pochi chilometri alla frazione di Casoli.

E qui, giunti nel parcheggio che si trova proprio di fronte alla vecchia scuola diventata oggi un ristorante, si vede una strada pedonale che dopo poco più di un chilometro permette di arrivare al lago glaciale di Casoli.

Anche questo è un posto conosciuto solo dagli esperti, ma sconosciuto ai più. Il piccolo lago ha intorno una vegetazione locale.

Nato sicuramente dal movimento dei ghiacciai è sorto proprio in cima a una montagna. Era di interesse religioso per le popolazioni celtiche del territorio per due motivi: per la sua locazione così alta e come sede della divinità protettrice delle acque.

Quando si arriva accanto al lago la cosa che balza all'occhio anche più inesperto è la notevole quantità di frammenti di coccio di tutti i colori, in particolare rosso e nero (di origine etrusca e ligure) che si confondono col terreno.

Da qui riparte il collegamento con le offerte devozionali, anzi: alla doppia offerta, nel senso che oltre il cibo o quanto altro alla divinità del lago, veniva offerto anche il suo contenitore.

E' possibile ammirare anche i resti di un muro molto probabilmente di costruzione etrusca, che andrebbe però studiato maggiormente.

«Ma la cosa migliore – conclude Contrucci – sarebbe dragare il fondo del lago alla ricerca di offerte votive e di maggior reperti».

Da non perdere poi il percorso dentro la frazione di Casoli, ricca di di testimonianze della comunità celtica fino ai nostri giorni.

Per informazioni sul percorso è possibile mettersi in contatto con Contrucci al 328 2732703 e con Sergio Serradimigni al 340 9055861.

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