Attenzione
In novemila aspettano il rimborso
Ecco quanti sono a Lucca gli assegni che hanno diritto al “bonus”: in 1.700 casi sono trattamenti sopra i 2.500 euro
LUCCA. Ci sono quasi diecimila pensionati che stanno incrociando le dita aspettando le decisioni del Governo sulla rivalutazione dei propri assegni dopo la sentenza della Corte Costituzionale. Secondo i dati dell’Inps, infatti, sono 9.115 i pensionati in provincia di Lucca (esclusi i sette comuni della Versilia) che hanno trattamenti superiori ai 1.500 euro (lordi) mensili. Vale a dire, euro più euro meno, la cifra pari a tre volte il trattamento minimo che segna lo spartiacque fra l’adeguamento al costo della vita e il blocco per due anni (2012 e 2013) deciso dal Governo Monti e dichiarato incostituzionale dalla Consulta. Si tratta, ovviamente, di una fetta piccola anche se significativa dei trattamenti pensionistici erogati dall’Inps: il 12% dei 73.000 e rotti ricevuti dai contribuenti lucchesi.
Ora, per loro, si apre una partita importante, che avrà un risultato diverso a seconda di quello che deciderà nei prossimi giorni il Governo. Ma - basandosi su quelle che sono le intenzioni attribuite al momento all’esecutivo - si possono fare un po’ di previsioni.
Oltre il 50% dei pensionati con cifre sopra i 1.500 euro ricade nella fascia che ferma alla soglia dei 2.000: ricordiamo che stiamo parlando di valori netti e che, quindi, i cedolini di queste persone variano indicativamente da 1.100 a 1.500 euro netti. Secondo quanto accreditato al Governo, questi pensionati potrebbero contare su un rimborso quasi pieno: sarebbe del 100% per la quota fino a 1.500 euro e dell’80% fra i 1.500 e i 2.000 euro. Per fare un esempio, un pensionato con 1.800 euro per il 2012 avrebbe diritto a un rimborso di 678 euro, calcolando un’indicizzazione al 3%. Se invece (ma non sarà così, a meno di miracoli), il rimborso fosse pieno la cifra salirebbe a 702 euro.
Le cose cambiano, e non di poco, se la propria pensione supera l’asticella dei 2.000 euro mensili. In quel caso la frazione superiore a questa cifra darebbe diritto a un rimborso del 60%. Considerando, dunque, un trattamento pari a 2.400 euro, avremmo un rimborso per il 2012 di circa 834 euro, contro i 936 di un potenziale rimborso “pieno”. Oltre i 2.500 euro lordi, poi, il piano del Governo prevederebbe una rapida riduzione del rimborso, fino di fatto ad arrivare a un azzeramento per cifre superiori a 3.000 euro.
Non sono, comunque, molti i trattamenti che superano la cifra dei 2.500 euro al mese. In tutta la provincia (sempre escludendo i comuni della Versilia) se ne contano 1.714. E - particolare interessante - sono concentrati soprattutto sul capoluogo: a Lucca sono infatti 1.007, ben oltre il 50% del totale.
Se questa è la faccia della medaglia di chi ha una pensione medio-alta e può sperare un in bonus inaspettato, vale sempre la pensa ricordare la fascia di persone che vive con trattamenti bassi: secondo le statistiche dell’Inps sono 46.461 quelli che ricevono meno di mille euro al mese. E di questi oltre 18.000 hanno pensioni di meno di 500 euro. Almeno per loro, la consolazione di non aver dovuto subire il blocco della rivalutazione nel 2012 e nel 2013.
Per gli altri, come spiegavamo nell’edizione di ieri, c’è anche la possibilità, nel caso il decreto preveda il meccanismo a scaglioni, di provare a presentare un’istanza all’Inps per la ricostituzione. In caso di risposta negativa, si può sempre tentare un ricorso amministrativo contro l’Inps o - extrema ratio - rivolgersi al giudice del lavoro. Con tempi, però, destinati inevitabilmente ad allungarsi.
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