Il Tirreno

Lucca

«Uniti, più forza e minori costi»

di Marco Innocenti
«Uniti, più forza e minori costi»

La presidente di Confindustria, Galeotti: «Migliori servizi per 1.400 aziende con 40.000 addetti. Conteremo di più»

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LUCCA. «Nel futuro di Confindustria ci sono le grandi associazioni interprovinciali. Un cammino indicato dal disegno delle riforme istituzionali in corso a livello nazionale che riguarda le Province, le Camere di commercio, le organizzazioni imprenditoriali di categoria e i sindacati». Per la presidente di Confidustria Lucca, Cristina Galeotti, l’accorpamento con Pistoia e Prato non è soltanto una scelta, ma anche un obbligo. «Sottrarsi al richiamo che tutto il paese ha lanciato perché si realizzino i processi di aggregazione – afferma – sarebbe antistorico e, soprattutto, contraddittorio». Avanti dunque, con coraggion con l’aggregazione fra Lucca, Pistoia e Prato: «Non mi parrebbe corretto – aggiunge – chiedere agli altri di fare una cosa e, nel contempo, non impegnarsi per fare altrettanto. È importante non perdere di vista il territorio, ma è una questione si riconduce alla capacità delle persone chiamate a governare il cambiamento».

La riforma di Confindustria prevede che in tre anni si dimezzi il numero delle associazioni presenti nel sistema, oggi 258, tra territoriali e settoriali, a compimento di un percorso di aggregazione e razionalizzazione che è già partito con una spinta superiore a ogni più ottimistica previsione, tanto che al momento circa il 70% delle associazioni ne risulta coinvolto. Nella nostra regione Siena, Grosseto e Arezzo si sono già fuse a fine 2014.

Tra l’altro è prevista una premialità rappresentata dalla possibilità di entrare a far parte del consiglio generale di Confindustria. E ci sono altri incentivi volti a stimolare la crescita delle associazioni verso un valore dimensionale minimo che oggi in Toscana ha solamente Firenze.

«Le associazioni di Lucca, Pistoia e Prato – sottolinea la presidente – hanno già volontariamente intrapreso questo percorso aggregativo, in anticipo sui tempi previsti dalla riforma. Con la fusione, la nostra diventerà un’associazione più forte e con maggior peso, perché rappresenterà circa 1.400 aziende iscritte con oltre 40.000 addetti. In risposta alle esigenze che ci provenivano dalla nostra base associativa, abbiamo deciso l’unione con altre due associazioni, con un forte passato come la nostra, per dare una migliore rappresentanza a un’area omogenea costituita dal territorio della Toscana nord-occidentale, che avrà così un’unica voce e più peso all’interno del sistema di Confindustria, senza, peraltro cessare di creare le condizioni per continuare a fare impresa sul “nostro” territorio. Dalla fusione potranno essere attivate preziose sinergie e messe a profitto comune le eccellenze che ogni territorio esprime, unitamente a una razionalizzazione e a un contenimento generale dei costi».

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