Il Tirreno

Lucca

Strigliata al Comune: patto ignorato

di Barbara Antoni
Strigliata al Comune: patto ignorato

Confcommercio si schiera con D’Alessandro. Martini: a pochi giorni dal festival si deve parlare solo di aspetti organizzativi

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LUCCA. «Mimmo D’Alessandro ha le pile scariche? È scontento? Lo capisco e condivido. Ritengo che alla base del dialogo senza risultato sulla promozione del festival con l’amministrazione ci sia un elemento lampante: un accordo non rispettato, quello siglato due anni fa tra il Summer e il Comune».

I toni sono compassati ma le frecce lanciate da Rodolfo Pasquini, direttore di Confcommercio Lucca e Massa Carrara, arrivano dirette a destinazione. Pasquini non vuole entrare in polemiche ma partire da un dato di fatto: non è stato onorato l’accordo quinquennale siglato ad aprile 2012 tra Summer Festival, Comune, Provincia, teatro del Giglio e istituto Boccherini che doveva assicurare «stabilità per il futuro (al festival, ndr), un calendario unico e coordinato per promuovere meglio gli eventi e una più stretta sinergia culturale con il Giglio e il Boccherini» (citazione dalle nostre cronache di due anni fa).

Prima gli ostacoli a trovare location ai concerti del Winter Festival (infatti D’Alessandro ha annunciato che lo sospenderà), adesso la trattativa senza esiti su banner e altre strategie di promozione del festival dai luoghi della città. «A maggior ragione dopo quell’accordo - dice Pasquini - si sa che ogni anno a luglio D’Alessandro organizza un festival con l’iter che comporta. Si sa che ha bisogno del suolo pubblico: perché la domanda va presentata ogni anno? Un contratto del genere doveva servire a snellire le procedure. Non mi pare che sia andata così».

»D’Alessandro - continua - aveva proposto a suo tempo modalità di promozione del festival in loco, festival che porta anche il nome della città e lo veicola causa forza maggiore. Ha installato torrette per pubblicizzare il festival all’aeroporto di Pisa, a quello di Fiumicino: era chiaro che volesse farlo anche qui. Lo capisco quando dice che con tutte le difficoltà incontrate non vuole farne più niente: non si capisce il valore di una manifestazione così. Mi pare che alla fine in questo come in altri casi la promozione di Lucca la facciano gli imprenditori e basta: proponendo i loro eventi e i loro alberghi fanno circolare anche il nome della città. Un festival - conclude - che dà lustro alla città dovrebbe ottenere la massima facilitazione, nell’ambito di ciò che è legittimo, per occupare spazi, avere autorizzazioni. Perché tutto ciò che gli gira intorno equivale a benessere per il territorio».

«Arrivati a pochi giorni dal montaggio del palco del Summer in piazza Grande - dice Giovanni Martini, presidente della commissione Centro storico di Confcommercio - dovremmo parlare solo di organizzazione della manifestazione, degli aspetti tecnici. Degli altri aspetti, come la promozione, si dovrebbe parlare dal primo gennaio».

Da parte sua Martini si dice «felice» di un festival «il cui cartellone non ha eguali rispetto alle programmazioni di diciotto anni e che grazie alla pubblicità in alcuni aeroporti veicola il nome di Lucca».

E continua spiegando che la commissione Centro storico, con il consorzio Città di Lucca di Confcommercio presieduto da Simona Barsotti «sta in questo momento lavorando con il festival per concordare aspetti tecnici, logistica, per definire i corridoi, gli orari di chiusura della piazza, le date nelle quali si prevede un’affluenza di pubblico più forte. Questi sono i temi di oggi. Alla promozione bisogna trovare una soluzione prima».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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