Sicurezza
La riforma mira a rafforzare Confindustria
LUCCA. Vocazione europea e internazionale, adozione di un codice etico e tre assi che si basano su identità, rappresentanza e servizi. Queste in poche parole le novità introdotte dalla cosiddetta...
LUCCA. Vocazione europea e internazionale, adozione di un codice etico e tre assi che si basano su identità, rappresentanza e servizi. Queste in poche parole le novità introdotte dalla cosiddetta riforma Pesenti, approvata il 19 giugno 2014 e terza riforma complessiva nella storia di Confindustria dopo quella Pireli del 1970 e la Mazzoleni del 1991. L’obiettivo è quello di una struttura più snella, facile e meno costosa con il passaggio dagli attuali tre livelli degli organi direttivi a due. Viene soppresso infatti il consiglio direttivo mentre vengono rinnovati il consiglio di presidenza e il consiglio generale. La vocazione internazionale è stata rafforzata con la sede di Bruxelles e una nuova struttura cui faranno capo tutte le iniziative di internazionalizzazione. Inoltre è stata rinnovata la vision: «Confindustria partecipa al processo di sviluppo della società italiana contribuendo all’affermazione di un sistema imprenditoriale innovativo, internazionalizzato e sostenibile, capace di promuovere la crescita economicoa, sociale, civile e culturale dell’intera nazione». Infine è stato approvato il nuovo codice etico che aggiorna integra e rafforza il sistema di valori codificato per la prima volta nel 1991. La riforma ha previsto un meccanismo di premialità per le iniziative aggregative. La capillarità e la vicinanza alle imprese non verranno meno e saranno valorizzate attraverso una nuova articolazione territoriale o settoriale all’interno dei nuovi soggetti aggregati.
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