Il Tirreno

Lucca

Il Palazzo piace alla Fondazione

Il Palazzo piace alla Fondazione

Prende corpo l’interesse dell’ente di San Micheletto ad acquistare la sede degli Industriali

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Il progetto di aggregazione che mira a razionalizzare e dare maggior forza alle aziende delle province di Lucca, Pistoia e Prato comprende anche le proprietà immobiliari. Tra queste la sede della Associazioni Industriali, la cui ipotesi di cessione crea perplessità e qualche dissenso nella cittadinanza.

Presidente Galeotti, si parla di un interessamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che potrebbe investire una parte del suo patrimonio nell'acquisto di Palazzo Bernardini, come è accaduto con il complesso conventuale di San Francesco.

«L'associazione ha sempre dimostrato una grande cura e una grande attenzione per la sua sede, mantenendola nel modo migliore. Sono sicura che anche in futuro sarà così. Poi, se qualche soggetto esterno vorrà farsi avanti per acquistare il palazzo e ci garantirà di conservarlo come abbiamo fatto noi, valuteremo come sempre il da farsi.

«Le associazioni di Lucca Pistoia e Prato, per effetto della fusione, si troveranno a conferire nel patrimonio della futura organizzazione, anche i propri immobili, per cui tutte le sedi territoriali seguiranno questa sorte.

«Una decisione che ha un preciso contenuto di natura economica e giuridica riguardante solo la nostra associazione e gli industriali associati, e nella quale non mi pare corretto si possa interferire né, tanto meno, chiedere giudizi o proporre referendum. La polemica, oltre tutto, è priva di senso perché Palazzo Bernardini è fatto di pietra e non ha le ruote e resterà perciò dov'è. Continuerà a essere di proprietà di Confindustria, poco importa se si chiamerà "di Lucca, Pistoia e Prato"».

Nell'opinione pubblica c'è però qualche riserva.

«Credo che dovremmo smetterla con questi atteggiamenti campanilistici che, specie nella nostra città e dintorni, hanno provocato solo pasticci. Ragionare invocando una non meglio identificata lucchesità, significa essere fuori dal tempo e non aver capito che, dopo un lungo processo iniziato alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il mercato domestico è diventato l'Europa e che quindi, pur salvaguardando le peculiarità dei territori, bisogna ragionare e fare i conti con questi cambiamenti che non lasciano spazio ai campanili.

«La vera identità è fatta dalla nostra storia e dalle nostre tradizioni. Ma anche da intere generazioni di imprenditori che hanno rischiato in proprio per realizzare un sogno, un'ambizione costruendo benessere per sé, per la propria famiglia, ma anche per la comunità e per il territorio. Un benessere che richiede di essere difeso tutti i giorni con accanimento e dedizione. Ed è con la consapevolezza della nostra storia, della nostra identità che, come imprenditori, continueremo a impegnarci per la crescita dell'associazione».(m.i.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa