La manifestazione
Bombole di gpl nascoste all’interno di carcasse d’auto
LUCCA. Un episodio su cui la polizia sta facendo accertamenti attraverso le indagini della scientifica, ma che ha rischiato di causare un’esplosione che poteva costar cara a una squadra di vigili del...
LUCCA. Un episodio su cui la polizia sta facendo accertamenti attraverso le indagini della scientifica, ma che ha rischiato di causare un’esplosione che poteva costar cara a una squadra di vigili del fuoco intervenuta per spegnere un incendio accanto all’ingresso del campo nomadi di via delle Tagliate. Accade poco dopo le 23,30 dell’11 maggio scorso e inizialmente i pompieri pensano che siano andati a fuoco cumuli di rifiuti. D’altronde non sarebbe la prima volta. Specie di venerdì sera le mamma che accompagnano i bambini all’ex Campo Coni ora Martini devono sorbirsi un odore nauseabondo sprigionato da rifiuti di varia natura (dai materassi, agli organici sino alla plastica) provenienti dal campo nomadi adiacente e che qualcuno dei rom provvede a bruciare all’imbrunire. Gli interventi dei vigili del fuoco, assieme alla polizia municipale, servono solo per spegnare le fiamme e constatare l’incendio doloso. Ma nessuno è mai stato beccato in flagranza di reato.
La notte dell’11 maggio però i pompieri si trovano di fronte la scocca di una vettura e la carcassa di una Renault Express. C’è un incendio in corso e accanto alla macchina notano una bombola del gas. Forse messa lì per attirare l’attenzione oltre ad alimentare il rogo. Nessuna traccia di liquido infiammabile. Quasi per caso si accorgono che dentro la Renault c’è un’altra bombola di gpl. Pochi istanti e sarebbe esplosa causando danni anche nel campo nomadi oltre, chiaramente, a provocare il ferimento o peggio ancora a causare vittime tra i pompieri che stavano operando. Chi e perché ha sistemato quelle bombole dentro la vettura e poi ha appiccato il fuoco senza usare della benzina? Interrogativi a cui gli inquirenti dovranno dare risposte. (l.t.)
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