Il Tirreno

Lucca

Quindici aree per i nuovi ripetitori

di Luca Cinotti
La mappa delle antenne
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La mappa delle antenne

Lucca, ecco le zone individuate nel documento del Comune: due sono in centro storico, all’Agorà e all’ex Manifattura

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LUCCA. Quindici aree sparse in tutto il comune di Lucca. Quindi luoghi, di proprietà pubblica, che ospiteranno in futuro i tralicci dei ripetitori per i telefoni cellulari. A indicarli è la “Proposta di programma per impianti di telefonia mobile” che è stata redatta (e aggiornata) dal dipartimento di ingegneria industriale dell’Università di Firenze. Un documento che è al centro del percorso partecipativo svolto dall’osservatorio comunale sul tema e che, quindi, è ancora sottoposto a verifiche e, eventualmente, a modifiche.

I quindici punti individuati “aggiornano” quelli del piano comunale in vigore che - in alcuni casi - si sono rivelati non praticabili. Gli esperti dell’Università di Firenze sono partiti dalle richieste dei gestori telefonici per 2014 e 2015, andando a individuare le aree in base a tre criteri. Innanzitutto, la priorità alla proprietà pubblica dell’edificio o della zona: questo permetterà all’amministrazione di garantirsi un introito per l’affitto concesso alle compagnie telefoniche. E buona parte delle zone individuate, anche se non tutte, sono per l’appunto in mano al Comune. In secondo luogo si vuole favorire l’accorpamento degli impianti di più compagnie sullo stesso supporto. E, infine, si è deciso una fascia cautelativa di 50 metri rispetto alle aree intensamente frequentate.

Due delle nuove zone indicate sono nel centro storico: una all’Agorà e una all’ex Manifattura Tabacchi, con un “occhio” particolare alla grande ciminiera. «Queste collocazioni - spiega l’assessore all’ambiente Francesco Raspini - serviranno anche per delocalizzare alcuni impianti che già sono presenti in centro, così da evitare un’eccessiva proliferazione».

Le altre zone individuate dallo studio dell’ateneo fiorentino sono invece in periferia, al di fuori dei quartieri più a ridosso della Circonvallazione. Unica eccezione quella allo stadio, che serve anche per risolvere la questione di un diniego opposto dalla Soprintendenza a Tim per un’antenna che sarebbe stata troppo vicina alla tribuna coperta, struttura vincolata.

Fra le antenne previste nella zona dell’Oltreserchio c’è anche quella nella zona di Sant’Alessio che qualche mese fa finì al centro di una durissima polemica con gli abitanti. In questo caso la collocazione è stata allontanata dalle abitazioni, ma ci sarà comunque da verificare se Telecom deciderà o meno di presentare ricorso contro la decisione della Soprintendenza di negare il nulla osta rispetto alla collocazione originaria, più vicina a via Fonda.

Quelle indicate nel documento (e che riportiamo nella mappa qua sopra) sono comunque collocazioni che potranno essere modificate. Perché, spiega ancora l’assessore Raspini, «questo è un punto di partenza chiaro, che potrà essere modificato. Ad esempio per Nozzano pensiamo di spostare la zona dall’area Peep a un punto più distante dalle case».

Il percorso del piano delle antenne prevede, dopo gli incontri con i gestori e portatori di interessi, una serie di assemblee pubbliche. Poi ci sarà il passaggio, obbligatorio, per la Valutazione ambientale strategica che prenderà qualche mese. «Vorremmo iniziare questa procedura - conclude Raspini - prima delle vacanze, così da arrivare entro l’anno a portare il documento per l’approvazione in consiglio comunale. Si tratta di un passaggio importante che permetterà di non parlare più di telefonia per i prossimi tre anni».

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