Sicurezza
In casa aveva oltre seimila cartucce, cacciatore denunciato
Parte gli invito a chi possiede armi da fuoco a mettersi in regola con le nuove disposizioni che prevedono la presentazione di un certificato medico
LUCCA. In casa aveva 6.670 cartucce. Tante, molte di più del massimo previsto dalla legge, vale a dire 1500. E così un cacciatore di sessant’anni di San Ginese è stato denunciato dai carabinieri che hanno eseguito una perquisizione domiciliare nell'ambito delle verifiche disposte dal comando provinciale per l'entrata in vigore della nuova normativa sulla detenzione delle armi da fuoco.
Al cacciatore in via precauzionale sono anche stati sequestrati i fucili: non aveva, infatti, presentato il certificato medico di idoneità. Finché non avrà portato il documento non riavrà le sue armi.
I carabinieri esortano chi possiede armi da fuoco a mettersi in regola. Con l’entrata in vigore del decreto legislativo 121 del 29 settembre 2013 i detentori di armi, ad esclusione dei titolari di licenza di porto di armi in corso di validità, dovevano produrre entro il 4 maggio scorso la certificazione medica di idoneità psicofisica per la detenzione di armi.
Gli interessati hanno trenta giorni (a partire dal 4 maggio) per mettersi in regola.
La certificazione medica - che va prodotta solo nel caso di detenzione di armi da fuoco, mentre le armi bianche sono escluse - è rilasciata, sulla base del certificato anamnestico del medico di famiglia, dal settore medico-legale dell’Asl o da un medico militare, della polizia o dei vigili del fuoco.
La certificazione dovrà attestare che il richiedente non sia affetto da malattie mentali oppure patologie che ne diminuiscano, anche temporaneamente, la capacità di intendere e di volere ovvero non risulti assumere, anche occasionalmente, sostanze stupefacenti e psicotrope oppure abusare di alcol.
Inoltre tutti i cittadini possessori di armi sono invitati a verificare la regolarità della loro detenzione.
Infatti è emerso che, in occasione di recenti controlli effettuati nei confronti di possessori di armi, sono considerevolmente aumentate le denunce all’autorità giudiziaria per reati connessi alla mancanza, ritardo o omissione degli adempimenti previsti dalla vigente normativa in tema di detenzione di armi.
Il dovere più trascurato riguarda l’omessa comunicazione di detenzione di armi entro le 72 ore successive alla materiale disponibilità dell’arma e la comunicazione di cessione: infatti, non vi è solo l’obbligo di denunciare la detenzione all’autorità locale di pubblica sicurezza o in mancanza di questi al locale comando stazione carabinieri, ma anche l’obbligo di denunciarne la cessione, accertandosi che il compratore sia in possesso di idoneo titolo di polizia per il loro acquisto, ovvero nulla osta rilasciato dal questore, porto di pistola per difesa personale, porto di fucile per lo sport del tiro a volo o per uso caccia.
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