Il Tirreno

Lucca

Summer senza i banner D’Alessandro si arrende

di Barbara Antoni
Summer senza i banner D’Alessandro si arrende

«Ho alzato bandiera bianca, ormai per qualsiasi iniziativa siamo in ritardo e a questo punto non mi interessa più. Lo dico chiaramente: sono scarico»

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LUCCA. Niente banner, pannelli, installazioni varie dei quali si è parlato per mesi. Il Lucca Summer Festival quest’anno andrà in scena in versione “ristretta” quanto a promozione della propria denominazione sul territorio di Lucca. E il motivo è l’esasperazione, la resa davanti a trattative complicate: discorsi che si sono persi nell’etere, progetti che non sono andati in porto sempre ostacolati dai paletti della burocrazia.

Mimmo D’Alessandro, direttore artistico, nonché fondatore della rassegna di musica pop che da diciotto anni a questa parte fa riecheggiare il nome di Lucca nel mondo, lo dice senza mezzi termini. «Ho alzato bandiera bianca, mi sono arreso - sono le sue parole -. Ormai per qualsiasi iniziativa siamo in ritardo e a questo punto non mi interessa più. Lo dico chiaramente: sono scarico».

Non è andata in porto la trattativa avviata con l’amministrazione comunale - un tavolo al quale ha partecipato anche la Soprintendenza - per l’allestimento di supporti informativi della manifestazione sul territorio. Sulla scorta della clamorosa bocciatura, l’anno scorso, dei banner in inizio autorizzati dal Comune, che D’Alessandro aveva fatto realizzare dai carristi del Carnevale di Viareggio, quest’anno si era cominciato a parlare di altri tipi di pannelli o installazioni che fossero compatibili con le regole del codice dei beni artistici, che potessero armonizzarsi con le Mura senza “disturbarne” in alcun modo lo scenario.

Era così scaturita l’idea di installazioni non permanenti ma mobili, da far soggiornare temporaneamente nei luoghi di norma autorizzati durante il festival internazionale del fumetto di fine ottobre (come il baluardo San Paolino, per citare un esempio). Si era pensato a una installazione tipo mongolfiera del Summer, fino ad arrivare a ipotesi più semplici come quelle di banner da collocare a fasi alterne in diversi punti privilegiati del centro storico, come piazza Napoleone.

Risultato: un altro clamoroso fallimento. «Ho cercato di mettermi in contatto con lo staff del sindaco, anche nei giorni scorsi - rivela D’Alessandro -. Nessuno ha risposto e nemmeno sono stato richiamato. Ce l’ho messa davvero tutta a condurre un dialogo con l’amministrazione ma senza giungere ad alcun esito. Così ho deciso: faccio quel che posso con le mie forze. E taglierò le iniziative collaterali. Anche la biglietteria nell’ex Informagiovani: doveva essere pronta a metà maggio e invece il cantiere è sempre in corso».

Entro la settimana D’Alessandro conta di chiudere il cartellone del festival, un’edizione sulla quale si è impegnato oltre misura visto il traguardo che rappresenta: i diciotto anni, la “maggiore età” della rassegna. Un’occasione per fare punto e rilanciare ancora, seppure il suo nome sia più che conosciuto in tutto il globo.

Ma nonostante le esternazioni e lo sfogo, l’amarezza rimane. «Non capisco - conclude D’Alessandro - come da parte del Comune si continui a giustificare ogni progetto fallito con i soldi che mancano e con la crisi. Mi sono informato: non risulta che il Comune di Lucca abbia un bilancio in passivo, tutt’altro. Non vedo quindi perché non si voglia valorizzare una risorsa unica che fa il bene di tutta la città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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