La manifestazione
Condannati per un giro di beni
Per i giudici si tratta di un trasferimento illecito, la difesa contesta e farà appello
LUCCA. Due anni e mezzo fa erano finiti agli arresti domiciliari con l'accusa di trasferimento fraudolento dei beni effettuato per eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniale e il gip aveva sottoposto a sequestro preventivo immobili, auto, mezzi meccanici, conti correnti e titoli per un importo di 6,8 milioni di euro. Una somma passibile di confisca in caso di condanna dopo i tre gradi giudizio. Il primo grado si è concluso ieri mattina davanti al collegio giudicante (presidente Gerardo Boragine, a latere Nidia Genovese e Valeria Marino) che ha condannato Antonino Giordano, 55 anni, originario di Misilmeri (Palermo) a 2 anni e 2 mesi di reclusione e il figlio Giovanni, residente a Palermo, a 16 mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena. Ville e villette a schiera, box auto, escavatori, camion, una Mercedes ML e conti correnti restano sotto sequestro. E il rischio è che la ditta Due Gi Costruzioni in via del Brennero a San Marco - che in quattro anni aveva realizzato immobili residenziali di pregio vendendone una decina - con questa sentenza di primo grado possa essere costretta a portare i libri contabili in tribunale. Non sono bastati la valanga di documenti e le 45 pagine di memorie difensive prodotte dall'avvocato Maurizio Campo per far arrivare a un'assoluzione dei suoi assistiti. L’avvocato attende le motivazioni della sentenza per ricorrere in Appello. A reggere l'accusa il pm Antonio Mariotti che ha ribadito come l'indagine delle fiamme gialle, supportata anche da intercettazioni telefoniche e da accertamenti bancari e patrimoniali, ha accertato come Antonino Giordano, avrebbe aggirato le norme antimafia intestando un'impresa edile costituita come srl al figlio che risiede a Palermo e che si occupa di un'altra azienda edile. Per l'accusa Antonino Giordano sapeva bene che il certificato antimafia, necessario per ottenere aperture di credito e finanziamenti, lo avrebbe smascherato. Per l'avvocato Campo invece nessuna infiltrazione e nessuna intestazione fittizia. Quel denaro è frutto esclusivo del lavoro nel settore edile.
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