Il Tirreno

Lucca

La moda come i tempi, sposa l’austerity

di Barbara Antoni
La moda come i tempi, sposa l’austerity

Palazzo Mazzarella gremito. Il Lions organizza una lotteria: col ricavato si acquisteranno generi alimentari per i bisognosi

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LUCCA. Una donna contemporanea, che lavora molto ed è poco mondana, che si veste minimal, senza troppi fronzoli. Basica e comunque elegante. Sobria, «perché del resto questi sono i tempi», dice la stilista Patrizia Ricci. L’eccesso bandito, così come la ridondanza. Anche la collezione primavera estate della maison Ricci di palazzo Mazzarella si ispira al leitmotiv che caratterizza questa epoca: la parsimonia, ma senza che lo stile ne venga penalizzato, anzi.

È come sempre un appuntamento imperdibile per tante signore lucchesi (e diversi mariti e fidanzati) la sfilata di primavera della casa di moda fondata da Piero Ricci che vive da decenni nel cuore del centro storico, nel palazzo antico con l’entrata in via Burlamacchi. Scenario maestoso, da mozzare il fiato, con i saloni - ciascuno di un colore diverso - che accolgono il pubblico e le modelle.

Quest’anno c’è un motivo in più per partecipare all’evento, come sempre a ingresso libero: il Lions Club Lucca Host presieduto dalla pittrice Maria Stuarda Varetti ha organizzato una lotteria di beneficenza: con il ricavato si acquisteranno generi alimentari da donare alle parrocchie lucchesi affinché li distribuiscano a famiglie bisognose che vivono sul territorio comunale. La lotteria è un successo: in tutto sono 1.700 i biglietti venduti (a due euro ciascuno con l’opzione tre per cinque euro), comprati volentieri anche perché in palio ci sono premi preziosi: un quadro della Varetti, orecchini della gioielleria Giovannetti, capi di abbigliamento della maison Ricci, delle boutique Pesi e Vinci, di Lenci, le porcellane di Galliani, una cena alla Buca solo per dirne alcuni.

La presentazione della sfilata è affidata a Sandra Bacci, la blogger di moda che ha creato Smilingischic (nonché insegnante di matematica al Giorgi).

L’organizzazione è perfetta. La musica del dj in sottofondo, i camerieri del bar San Michele che servono tartine, flute di champagne e cocktail di frutta.

Ci sono ospiti abituali e d’eccezione, come il prefetto Giovanna Cagliostro, che arriva a sfilata iniziata accompagnata da Piero Ricci.

Trentacinque gli abiti che sfilano tra il pubblico. Si comincia con i tailleur, must anche per le più giovani. Infatti sono assai rivisitati rispetto ai canoni tradizionali: spesso sono morbidi, non impegnativi, preferiscono tinte azzardate come il blu elettrico, osano le frange, le balze ricamate con le perline, ma vanno incontro anche a chi propende per lo stile Chanel. Ci sono anche tailleur in tessuti psichedelici, citazione dei mitici anni Settanta, oppure in tessuti a fogge geometrici. E tornano le culottes, ribattezzate come gonna pantalone negli anni Ottanta.

Elegante e pratico, sperimentalista nelle stoffe, lineare e sempre abbinato con bellissime bigiotterie: l’impronta della collezione Ricci per la prossima stagione riporta in auge anche tessuti dimenticati come la mussola e il piquet.

All’uscita di ogni modello gli applausi sono immancabili. In alcuni casi raggiungono l’ovazione, come nel caso del completo abito e giacca a base rossa con i fiori neri e i reverse della giacca nelle stesse tinte ma a disegni psichedelici.

In un’ora le modelle, ragazze lucchesi che si trasformano in mannequin per un giorno in virtù dell’amicizia con la famiglia Ricci, incantano il pubblico. Dopo i tailleur sfoggiano gli abiti da pomeriggio, sempre ricchi nei tessuti (tra i motivi dominanti c’è il pois, bianco in campo rosso o bluette), ricercati nel taglio e nei colori, seguiti dalle gonne lunghe e ricchissime abbinate alle magliette nere, semplicissime e un poco austere. Nella collezione anche i capi di Cristina Ricci, l’altra figlia di Piero: abiti e gonne in stoffe estive, disegnate a mano e impreziosite con pietre.

Il gran finale di rigore è con l’abito da sposa: gran cappello e gonna da capogiro, di pizzo con un lungo strascico. Ma il busto è stretto in una semplicissima camicetta bianca: altro segnale di sobria austerità che la collezione vuol ispirare.

Le acconciature sono del parrucchiere Michel hair style con il salone in via Carrara, le calzature di Ciaschi. Le modelle hanno tutte acconciature con la base a frisé. Michel l’ha scelta «perché diverte, e va bene con tutto».

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©RIPRODUZIONE RISERVATA

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