Il Tirreno

Lucca

Vincite “fantasma” del 2012, Snai non paga

di Luca Cinotti
Vincite “fantasma” del 2012, Snai non paga

Lucca: 92 cause intentate, solo in due casi sono arrivati i soldi. Maxitransazione con il gestore del sistema informatico

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LUCCA. Venticinque milioni di euro. Questo è stato il prezzo del “baco” informatico che, il 16 aprile del 2012, fece impazzire di gioia centinaia di giocatori delle videolotterie Snai che si videro premiare con ticket di vincite di centinaia di migliaia di euro o, in qualche caso, di milioni. A pagare i 25 milioni è stata la Barcrest, società inglese che gestiva le videolotterie (indicate come Vlt), raggiungendo così un accordo transattivo con la Snai. La quale, dal canto suo, ha in corso oltre novanta cause con i vincitori-non vincitori, che solo in pochissime occasioni si sono visti però dare ragione.

Per la società con sede a Porcari, portata ai vertici del settore da Maurizio Ughi e ceduta nel 2011 alla Global Games, si apre così la possibilità di chiudere una partita che l’aveva portata agli onori delle cronache e che le era costata anche una sanzione di un milione e mezzo da parte dei Monopoli di Stato. Nel primo pomeriggio del 16 aprile di tre anni fa, il malfunzionamento del sistema gestito da Barcrest aveva portato all’erogazione di vincite per circa 400 milioni di euro in tutta Italia. Vincite che però, secondo Snai e secondo l’analisi del sistema elettronico, non ci sarebbero mai state. Ma chi si era trovato in mano un ticket che dava diritto al jackpot di 500.000 euro (o, in alcuni casi, di cifre di molto superiori) certo non era stato soddisfatto da questa spiegazione. E allora erano partite le cause.

Secondo quanto riportato nei documenti aziendali, fino al 30 settembre del 2014 erano stati promossi 92 procedimenti, dei quali dieci arrivati al livello del decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo. Fra le cause portate avanti in Toscana, quelle di due versiliesi per complessivi 20 milioni, di un empolese che reclamava quasi un milione e di un lucchese che aveva in mano un biglietto da 494.000 euro. Tuttavia anche l’emissione del decreto ingiuntivo non ha automaticamente significato che i giocatori siano entrati in possesso di quanto da loro reclamato. In due casi, infatti, Snai ha versato circa mezzo milione di euro. Ma in uno di questi l’azienda ha poi ottenuto la sospensione della provvisoria esecutività e, per di più, ha chiesto e ottenuto il sequestro conservativo su beni e crediti del giocatore per 650.000 euro: una manovra per evitare che la controparte “sperperasse” quanto incassato. In un altro caso Snai non ha pagato, ma ha semplicemente versato come deposito giudiziario 500.000 euro, ottenendo la sospensione della provvisorietà. Tutto poi dovrà ricominciare da capo, visto che il giudice ha dichiarato la propria incompetenza. Per quanto riguarda gli altri sette casi, in tre la procedura è stata sospesa e in altri due è stata dichiarata estinta. Fra i restanti 82 procedimenti, solo in un caso è stata emessa un’ordinanza che intima a Snai di pagare. La società annuncia che continuerà a contestare ogni richiesta di risarcimento. Ma - nello stesso tempo - si è mossa anche nei confronti di Barcrest, dando il via a una causa e, contemporaneamente, portando avanti trattative per una transazione per perdita di profitti, spese e eventuali risarcimenti ai giocatori. Ora l’accordo raggiunto, per 25 milioni, potrebbe anche accelerare l’accordo con i vincitori o, almeno, con quelli fra loro che non intendono proseguire con una causa nelle aule di un tribunale.

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