Il Tirreno

Lucca

Il carabiniere non paga il danno

di Luca Tronchetti
Il carabiniere non paga il danno

Lucca, il militare non risarcisce l’uomo arrestato e percosso nonostante la raccolta di fondi a suo favore

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LUCCA. Non ti pago. Calza a pennello il titolo di una delle più note commedie del grande Eduardo De Filippo per la storia del carabiniere condannato per lesioni e obbligato a risarcire il danno al ladro sorpreso a rubare in un capannone e, a sua volta, condannato per il tentato furto a una pena tre volte superiore. Perché a distanza di sei mesi dalla sentenza del giudice Carlo Annarumma - che obbliga il militare al risarcimento di una provvisionale immediatamente esecutiva dell’importo di 3.500 euro al tunisino autore del furto e per il giudice percosso dall’esponente delle forze dell’ordine - quel denaro non è stato ancora sborsato. Nonostante i settemila euro raccolti su un conto corrente aperto all’agenzia di Altopascio del Banco Popolare grazie alla campagna promossa dal consigliere provinciale e sindaco di Altopascio, Maurizio Marchetti, e destinati proprio al carabiniere condannato affinché potesse far fronte al risarcimento senza pagare di tasca sua.

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Legale stupito. Decisamente sorpreso l’avvocato Carlo Alessandro Vaira, legale dell’immigrato, che si attendeva da un esponente dell’Arma, tra l’altro un militare decorato per il suo lavoro anche in missioni all’estero, maggiore rispetto per una sentenza, seppur di primo grado, emessa dalla magistratura giudicante: «In teoria avrebbe dovuto versare la provvisionale di 3500 euro (7.500 è il risarcimento complessivo stabilito) già il 10 novembre dopo la lettura del dispositivo. Ma ho pensato che, legittimamente, avesse voluto attendere 90 giorni per le motivazioni depositate dal giudice. Invece quando a febbraio ho sollecitato il pagamento di quanto dovuto mi sono sentito rispondere che il militare non voleva pagare perché non aveva quei soldi a disposizione».

La raccolta fondi. La solidarietà espressa da tante persone che hanno donato sul conto corrente acceso su iniziativa del sindaco Marchetti una cifra consistente e praticamente doppia rispetto alla provvisionale stabilita dalla sentenza aveva portato il legale del tunisino a credere che a quel punto il problema economico fosse superato. «Invece - riprende il legale - dopo la nuova richiesta inoltrata attraverso l’email di posta certificata mi sono sentito rispondere nuovamente picche. Ad oggi, e domani sono trascorsi sei mesi dalla sentenza, il carabiniere condannato non intende pagare un euro. E adduce pretesti e motivazioni assolutamente incongruenti e prive di fondamento sul piano giuridico sottraendosi ad una decisione del suo giudice. In sostanza non vuol rispettare una sentenza. E per un esponente delle forze dell’ordine non mi pare cosa di poco conto».

Notifica del precetto. Cosa accadrà adesso? Se il suo legale non lo convincerà a rispettare la sentenza di primo grado la conseguenza immediata è quella di una possibile azione esecutiva. Nel giro di qualche settimana infatti potrebbe essergli notificato un atto di precetto. Un'intimazione volta a far adempiere l’obbligo risultante dal titolo esecutivo. La fase preliminare dell'esecuzione forzata che può tradursi, ad esempio, in un pignoramento mobiliare o immobiliare o di un quinto dello stipendio.

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