Attenzione
Tari, l’aumento nella rata di ottobre
LUCCA. L’aumento sulla Tari, la tassa sui rifiuti, ci sarà. Ma non sarà pagato dai lucchesi che nella terza rata, quella del saldo in scadenza a metà ottobre. In questi giorni, dopo il pagamento del...
LUCCA. L’aumento sulla Tari, la tassa sui rifiuti, ci sarà. Ma non sarà pagato dai lucchesi che nella terza rata, quella del saldo in scadenza a metà ottobre. In questi giorni, dopo il pagamento del primo bollettino entro il 15 di aprile e dopo l’approvazione in consiglio comunale delle nuove aliquote, più di un contribuente si è chiesto che cosa fare con il secondo bollettino ricevuto a casa, quello che riporta la data di scadenza del 15 luglio.
Bene, per chi ha dubbi ripetiamo che non c’è da fare assolutamente nulla: anche la seconda rata, infatti, dovrà essere pagata secondo le aliquote 2014. L’aumento deciso con le nuove tariffe sarà “recuperato” a ottobre, con bollettini che saranno spediti fra qualche mese da Sistema Ambiente.
L’aumento medio sarà del 5,5%, ma si tratta di una cifra da prendere con le molle in attesa di vedere quanto concretamente inciderà sulle tasche di ciascuna famiglia lucchese. Il meccanismo di calcolo della Tari, infatti, assai complicato e le possibilità sono molteplici. Anche se le aliquote base sono rimaste invariate, è aumentato il gettito totale da incassare e “girare” a Sistema Ambiente: da 20.526.259 euro a 21.887.959 euro. In sintesi, la tariffa è composta da una parte fissa e da una variabile. Quest’ultima è in diminuzione rispetto all’anno precedente, mentre la fissa fa registrare un aumento. E visto che questa parte della tariffa è legata direttamente ai metri quadri dell’abitazione, a case più grandi corrisponderanno tasse più elevate.
In ogni caso l’effetto aumento è stato calmierato, in parte, da due fattori: l’ampliamento della platea dei contribuenti e delle superfici (che ha permesso di spalmare l’incremento) e il recupero di parte dell’evasione.
Ma da dove deriva l’aumento? Poco meno di metà è dovuto al carico in tariffa di un fondo di garanzia nei confronti di possibili, mancati introiti. Per il resto, invece, dipende dall’aumento dei costi fissi dovuto soprattutto alla voce del personale. Un passaggio di fatto obbligato, visto che la raccolta porta a porta (che entro l’anno sarà estesa a tutto il territorio comunale) comporta l’utilizzo di un numero maggiore di operatori.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google