Il Tirreno

Lucca

intervista a ilaria lippi

«Riporterò il Caffè Di Simo allo status di luogo di cultura»

di Barbara Antoni
«Riporterò il Caffè Di Simo allo status di luogo di cultura»

LUCCA. «Fa male veder decadere un locale così. Specialmente dopo l’intervento per sondare l’agibilità è una visione che fa male. Da tempo ho maturato la volontà di riaprirlo e adesso confido davvero...

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LUCCA. «Fa male veder decadere un locale così. Specialmente dopo l’intervento per sondare l’agibilità è una visione che fa male. Da tempo ho maturato la volontà di riaprirlo e adesso confido davvero di farcela. Il Caffè Di Simo è un luogo storico: voglio dargli oggi un’impronta più letteraria, culturale. Lo faccio per la città e per il turismo».

C’è molta emozione nella voce di Ilaria Lippi, amministratore unico della società Ilva, mentre racconta i motivi che l’hanno spinta a decidere di mettere un punto nella diatriba che tiene le porte dello storico caffè in via Fillungo (frequentato da Puccini e letterati coevi) chiuse da tre anni e di impegnarsi lei nella riapertura, prima ancora nell’eseguire i lavori di consolidamento necessari a recuperare l’agibilità venuta meno dopo i sopralluoghi che avevano evidenziato cedimenti nella struttura.

Ilaria Lippi ci riprova, e ci mette tutta la sua volontà, «finché posso e fin dove arrivo - commenta -. La pratica presentata al Comune è a buon punto e mi auguro che non ci saranno complicazioni».

«Sono convinta - continua Ilaria Lippi - che riaprire sia la cosa migliore, nonostante le amarezze di questi anni e i tempi lunghissimi della giustizia. Mi accollerò io le spese, che potrò poi scalare dalle rate di affitto oppure per le quali ci sarà un rimborso da parte della proprietà».

La vicenda giudiziaria sul Di Simo infatti è ancora in corso. Si attende il pronunciamento del tribunale in merito al contenzioso nato a causa dei primi lavori di messa in sicurezza sostenuti economicamente dalla Ilva, società che ha in affitto da Cogea (locataria dell’edificio) la gestione del locale. Cogea ha fatto causa a Ilva perché quest’ultima non aveva pagato alcuni canoni mensili, intendendo così di recuperare le spese per i lavori eseguiti sulla struttura. In ballo è entrata anche la proprietà che si è sempre rifiutata di pagare lei le spese per il locale. L’auspicio di Ilaria Lippi è di riaprire il Di Simo per l’estate. «Farò i lavori minimi di consolidamento - dice -, quelli strettamente necessari. Forse una stanza rimarrà temporaneamente chiusa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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