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Lucca

Il Ceis: Cantiere, la Provincia ci costringe a licenziare

La sede del Cantiere giovani in via del Brennero
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La sede del Cantiere giovani in via del Brennero

Lucca, l'associazione contro palazzo Ducale che avrebbe deciso di impiegare propri dipendenti nella struttura di via del Brennero

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LUCCA. Ancora nubi sul Cantiere, lo spazio per giovani sulla via del Brennero, che da tempo si dibatte in problemi di finanziamenti da parte degli enti pubblici. Questa volta è il Ceis, che si occupa da anni della gestione della struttura a denunciare il fatto che la Provincia avrebbe deciso di sostituire con propri dipendenti quelli del Ceis stesso.

"Dal 2011 - ricostruisce il Ceis - è in funzione a Lucca il “Cantiere Giovani” un servizio voluto dall'amministrazione provinciale e affidato fin dagli inizi al Ceis, associazione che da tempo aveva in gestione il CeSDoP, un centro di documentazione sul disagio e le tossicodipendenze, sostenuto anche dalla Regione, la cui documentazione (libri, riviste, materiale documentale e ricerche) erano stati messi a disposizione e progressivamente alimentati dalla Provincia e dal Ceis. Al CeSDoP, prima ancora che fossero conclusi i lavori di ristrutturazione dell'ex ostello di via del Brennero, fu data come sede una parte di quello stesso edificio, nel quale si trasferì dai locali di via Santa Giustina, sempre messi a disposizione dall'Amministrazione Provinciale. Lo stesso CeSDoP e il Ceis parteciparono all'ideazione e alla progettazione di quello che poi diventò il "Cantiere Giovani". Sembrò pertanto ovvio che, una volta ultimati i lavori di ristrutturazione si affidasse al Ceis. la gestione e l'animazione del "Cantiere Giovani". E il Ce.I.S. lo ha fatto investendovi proprio personale e volontari e coinvolgendo gli stessi giovani fruitori del servizio. E' fuori dubbio che il Ceis abbia garantito non solo l'accesso alla biblioteca del CeSDoP, ai servizi internet, alla sala prove e agli altri spazi e servizi del Cantiere, ma anche spazi e tempi di studio, di confronto e di aggregazione che hanno portato ad una crescita progressiva dei giovani frequentatori fino a raggiungere il numero attuale di oltre 1.100".

Tutto ciò è avvenuto, rimarca il Ceis, "in una condizione di estrema precarietà, perché i contratti di convenzione con l'Amministrazione Provinciale si rinnovavano per pochi mesi attraverso bandi pubblici. Nonostante ciò il Ce.I.S. ha garantito la continuità ideale, relazionale e gestionale del "Cantiere". Ora senza nessuna comunicazione ufficiale agli organi del Ceis il presidente uscente della Provincia Stefano Baccelli, ha deciso in maniera unilaterale di sostituire il personale del Ceis con personale della Provincia, mettendo l'Associazione in condizione di licenziare il proprio personale. Le motivazioni - prosegue la note Ceis - sono forse di due ordini: innanzitutto collocare il personale della Provincia in vista del suo prossimo ridimensionamento. Ma ci si dovrà domandare come personale della Pubblica Amministrazione potrà garantire l'accesso, la qualità e gli orari del servizio in precedenza garantiti dal Ceis, né è ipotizzabile che il Ceis faccia da «tappabuchi» nei tempi e nelle mansioni non coperte dal personale della Provincia. In secondo luogo. risparmiare risorse economiche finora assegnate al Ceis. per la retribuzione del personale".

La nota del Ceis si chiude con una polemica a tutto campo, ma anche con una proposta: "Ci domandiamo: come è possibile che Istituzioni e Fondazioni che investono somme ingenti per coprire servizi che si rivolgono ad una élite di poche persone trovino difficoltà a trovare pochi denari per garantire un servizio di così grande apertura e disponibilità ad un numero così rilevante di giovani della città e della Piana? Viene ancora da domandarsi: dove a Lucca si prendono le decisioni? in quali luoghi e in quali consessi? Con quali criteri e priorità? Da anni il Ceis propone alle Istituzioni lucchesi una soluzione che potrebbe garantire la continuità gestionale e ideale per il «Cantiere»: fornire al Ceis un budget annuale per tre anni che l'associazione gestirebbe sotto la supervisione delle istituzioni preposte. In questo modo si riconoscerebbe anche il capitale investito dal Ceis in questi anni, che materialmente è costituito dai libri, riviste e documenti che l'Associazione ha messo a disposizione e, ancora di più, delle idee e delle persone che si sono spese nel progetto".

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