Il Tirreno

Lucca

Concessioni gratuite ed entrate mancate il problema del Giglio

I sindacati sono sul piede di guerra: il teatro non fa pagare l’utilizzo dei locali per eventi realizzati extra programma

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LUCCA. Entrate mancate anche per trecentomila euro ogni anno per il teatro del Giglio. Risulterebbero legate a pagamenti non richiesti (o somme non versate) per l’utilizzo della struttura teatrale da parte di soggetti esterni, come associazioni culturali e altri organizzatori di spettacoli e manifestazioni non inseriti nella programmazione ordinaria delle stagioni di lirica, musica e prosa.

È forte la protesta dei sindacati su questo punto: trecentomila euro (secondo le stime basate sui giorni di utilizzo del teatro extra programmazione ordinaria) sono una cifra cospicua, tanto più a fronte delle difficoltà economiche in cui il Giglio naviga ormai da tempo, a fronte dei sacrifici chiesti relativamente alla diminuzione di personale.

Aprire il teatro un giorno feriale, spiegano i sindacati, costa dai 4.000 ai 4.500 euro; concederlo a titolo gratuito significa per l’azienda speciale teatro del Giglio sopportare l’intero costo a fronte di introiti pari a zero.

La richiesta di pagamento delle concessioni sarà al centro dell’incontro fra teatro del Giglio e sindacati in programma il prossimo 25 maggio, giorno in cui si attende che la direzione del teatro presenti il bilancio previsionale per il 2015.

Contestualmente proseguirà anche la discussione sul piano di esuberi che la direzione del Giglio ha avanzato e sta cominciando a mettere in atto.

I primi quattro trasferimenti (due negli uffici di Sistema Ambiente e due in quelli della Lucca Holding) scatteranno da lunedì 11 maggio.

Ma la riduzione non finirà con queste uscite. In tutto il piano prevede da otto a nove esuberi. Dei prossimi si dovrebbe parlare sempre nel corso del faccia a faccia in agenda per il 25 maggio.

Mancato pagamento di concessioni e riduzione del personale sono secondo i sindacati due questioni strettamente legate.

Considerando, spiegano, fra 30 e 35.000 euro il costo annuo per un impiegato sostenuto dal teatro, se fossero stati incassati i soldi delle concessioni alcuni posti di lavoro potrebbero essere stati salvati.

Secondo i sindacati inoltre diventa sempre più sostanziale per il rilancio del teatro (che beneficia per il 2015 di un milione 185mila euro di trasferimenti dal Comune) un piano di programmazioni che puntino sempre di più alla qualità e che possano essere allo stesso tempo in grado di attrarre quanto più pubblico. Allo stesso tempo si chiede di ragionare invece sulle programmazioni messe in atto ma che non hanno avuto il riscontro sperato.

Barbara Antoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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