La manifestazione
Via Elisa chiusa, affari per i negozi
Giudizi positivi dei commercianti, qualche critica in via S. Croce
LUCCA. Funziona o no, per i commercianti, via Elisa chiusa al traffico? Dopo l’esperimento di domenica mattina, per il passaggio della maratonina, i giudizi sembrano in genere positivi. Molti operatori vorrebbero la via abbellita con fioriere e panchine, come è scritto anche nella petizione che ha già raccolto circa 150 firme.
E’ entusiasta ad esempio Barbara Grossi, della pasticceria Piccola Soave, che dichiara di avere incassato in poche ore molto più di una giornata di notevole afflusso.
«Sono le iniziative che portano gente – dice – e vedere questo viale pieno di persone che si muovevano a piedi senza rischiare di essere travolte da auto e furgoni, era veramente un bel colpo d’occhio. Eventi così dovrebbero esserci almeno una volta al mese».
Centinaia di persone, prima e dopo la gara, anche alla Drogheria di fianco a Villa Bottini, al Caffé Civico 94 e all’osteria Vispateresa. Ma anche alla pasticceria Elisa, dove il laboratorio ha funzionato a pieno ritmo fin dalle prime luci dell’alba.
Conti alla mano, è andata piuttosto bene anche al forno Pandemonio, con tre commessi a disposizione di clienti affamati che hanno fatto man bassa di panini e focacce.
«Per lo più atleti e familiari – precisano Daniela Salustri e Marco Giannanti – perché i clienti abituali si sono visti poco, come i turisti, forse per l’impossibilità di raggiungerci in auto».
Soddisfatto anche Samuele Cosentino, del ristorante gli Orti di via Elisa, che sabato e domenica ha servito squadre di maratoneti.
«Una manifestazione allegra e pacifica che ha vivacizzato tutta la città – afferma prendendo le distanze da chi ha protestato per i rifiuti lasciati sul percorso che, ricorda, l’organizzazione ha provveduto velocemente a rimuovere –. Nel mio caso, insieme ad altri colleghi, armati di scope e pattumiere, abbiamo alleggerito loro il lavoro, pulendo intorno ai nostri locali».
Qualche disagio invece per gli esercizi di via S. Croce posti al di là delle transenne che impedivano l’accesso ai negozi. «Si doveva creare un varco pedonale per consentire il passaggio» dice Michele Guidi dell’edicola, che afferma di aver venduto pochissimo rispetto alla normalità.
Un handicap anche per Pasquale Mazzariello del Caffè Lucca, che ha lavorato parecchio solo dopo la gara. Riccardo Guastapaglia della vineria Dolcevita è comunque soddisfatto e spera nella nascita di nuovi eventi, perché «portano allegria e benefici economici per tutti». Ha lavorato tanto anche il bar Millennium di Andrea Fiorini, il quale si dice positivamente colpito dall’evento sportivo che, portando a Lucca migliaia di persone, ha consentito a tante attività di tirare un sospiro di sollievo e guardare con maggiore ottimismo al futuro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
