Attenzione
Da valutare gli investimenti nelle banche
La quota (2,87) nel Bancop Popolare non dà dividendo. No alla incorporazione della Bml nella Carige
LUCCA. Banco Popolare e Banca del Monte di Lucca, sono questi i due investimenti significativi che ha fatto la Fondazione Cassa di Risparmio nel settore dei titoli bancari.
Nel caso del Banco Popolare, nel 2009 ha esercitato l’opzione di uscire dalla Cassa di Risparmio acquisendo quote del Credito Bergamasco che però lo scorso anno è confluito nuovamente nel gruppo Banco Popolare del quale a oggi la Fondazione ha il 2,87 per cento.
«Nel 2009 abbiamo fatto la scelta giusta che ci ha permesso di avere circa 50 milioni di euro di redditività in più – precisa Lattanzi –. Ora siamo il primo socio della banca che ci ha già manifestato il proprio interesse a continuare ad averci come azionista.
«In questo momento però il titolo non distribuisce alcun dividendo e per noi potrebbe non essere ideale avere investiti 160 milioni di euro che abbiamo acquistato a 15,60 euro (ieri ha chiuso a 14,26).
«Con i vertici della banca però abbiamo continuamente un colloquio costruttivo anche perché gestisce ancora un terzo del credito della provincia di Lucca e per noi è un interlocutore importante».
Per quanto riguarda la Banca del Monte la situazione è piuttosto differente con una partecipazione del 20% alle quote della banca che ha legato a doppio filo il proprio destino a quello di Carige, uno degli istituti di credito più indebitati.
Secondo il presidente Arturo Lattanzi, la volontà della Cassa di Risparmio di Genova è quella di creare una banca unica – si è già mossa con Savona e Carrara – incorporando anche la Bml.
«Una prospettiva che a noi non piace e alla quale ci siamo opposti non solo per difendere la lucchesità della banca, ma anche i suoi interessi.
«E' ovvio che dovremo però stare con gli occhi aperti anche per capire le evoluzioni del mercato finanziario e quelle legislative, altrimenti, difendendo esclusivamente l'indipendenza della Banca del Monte di Lucca potremmo non fare gli interessi dell'istituto stesso, lasciandolo come marginale nel panorama nazionale ed europeo».(a.p.)
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