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Credito-aziende, spiragli di ottimismo

Credito-aziende, spiragli di ottimismo

Il rapporto di Confindustria indica tassi in diminuzione e sofferenze in rallentamento

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LUCCA. Tassi di interesse in moderata diminuzione e sofferenze in rallentamento, volume del credito concesso dalle banche alle aziende ancora in calo. Ma il dato complessivo che emerge dal rapporto sul credito della Confindustria Lucca-Pistoia-Prato offre anche qualche spunto di ottimismo per l’andamento del rapporto tra credito e aziende.

«Per le imprese manifatturiere di Lucca, Pistoia e Prato – dice la Confindustria – la discesa dei tassi di interesse è l’effetto più visibile, a fine 2014, della politica monetaria espansiva della Bce. I livelli dei tassi medi restano tuttavia elevati, segno di un aumento della dispersione di trattamento tra gli affidati. Secondo i dati di Banca d'Italia, si va dal 4,9% (con una riduzione di -0,6% rispetto al 2013) per i prestiti concessi a fronte di crediti quali fatture già emesse fino al 9,1% (-0,8%) degli scoperti di conto e al 3,2% (invariato rispetto al 2013) di prestiti a scadenza come mutui e pronti conto termine. Rispetto al dato nazionale il livello di Lucca, Pistoia e Prato è mediamente dello 0,2% superiore».

I volumi complessivi di credito erogato per la Confindustria continuano ad essere non soddisfacenti: le cause sono da individuare da un lato in una domanda segnata dall'eredità strutturale della crisi e dall'altro nei timori delle banche verso un possibile aumento del monte sofferenze.

Le banche devono oltretutto fare i conti con la necessità di migliorare il loro rapporto tra patrimonio e attivi (stress test Bce, Basilea 3): per loro, un motivo di cautela in più.

I dati più recenti mostrano che la contrazione del credito erogato alle imprese è proseguita fra la fine del 2014 ed i primi mesi del nuovo anno all'incirca come nel periodo precedente.

Nell'area Lucca Pistoia Prato i finanziamenti per cassa accordati al settore produttivo sono diminuiti del -6,8% nel quarto trimestre del 2014, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Si tratta di un miglioramento soltanto marginale rispetto al -7,2% per anno in media nella seconda fase della crisi.

Dal rapporto delle Confindustria emergono comunque elementi di misurato ottimismo rispetto alle prospettive future: «Un indicatore è costituito dalle dinamiche fra i fidi accordati e quelli effettivamente fruiti: la disponibilità di finanziamenti si è ridotta, ma meno del loro utilizzo, al contrario di quanto accadeva negli anni scorsi. Segnale evidente, questo, che sia pure a piccoli passi si va verso una normalizzazione del sistema. Ma il dato più significativo è la crescita a Prato e a Pistoia dei finanziamenti oltre il breve termine nel settore manifatturiero (+3,5% e +1,9% rispettivamente); il dato di flessione di Lucca sembra risentire di situazioni particolari e quindi ragionevolmente transitorie. Anche nel settore delle costruzioni, che continua a mostrare dinamiche sensibilmente peggiori rispetto alla media delle attività produttive, si intravede qualche elemento di maggior distensione».

Per Cristina Galeotti, presidente di Confindustria Lucca, «le banche stanno rendendo disponibile l'enorme liquidità, a spread contenuti, non solo alle aziende con i rating migliori, ma anche a quelle con rating medi. Questo è un primo segnale positivo. Inoltre, i più recenti dati economici e un contesto esterno decisamente più favorevole, euro debole e tassi di interesse ai minimi, stanno creando le condizioni per una ripresa degli investimenti, che fa sperare in un andamento di recupero anche per i prossimi mesi».

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