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Lucca

In visita tra le pergamene che raccontano la storia

In visita tra le pergamene che raccontano la storia

L’archivio storico diocesano ha aperto le sue porte a un gruppo di appassionati Il documento più antico conservato nel palazzo risale all’anno 685 dopo Cristo

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LUCCA. Smartphone e tablet per scoprire e far conoscere pergamene di 1300 anni fa. La tecnologia ha incontrato la storia grazie alle “Invasioni digitali”, il movimento nato nel 2013 per diffondere e promuovere il patrimonio culturale del nostro paese. L’idea è stata di Clip comunicare, azienda del Polo tecnologico lucchese che si occupa di comunicazione, organizzazione eventi e social media marketing, che dopo il successo dell’apertura alla città dell’ex Manifattura Tabacchi, stavolta è riuscita ad aprire le stanze dell’archivio storico diocesano, situato nel palazzo arcivescovile in piazzale Arrigoni, che rappresenta la prima fonte di documenti riguardanti Lucca e il suo territorio.

Un patrimonio fatto di 25 fondi documentari di epoche diverse, dall’alto medioevo fino all’età contemporanea, fino alla oltre 1800 pergamene anteriori all’anno Mille, una parte delle quali risale all’epoca longobarda. In tutto un corpus di rotoli e testimonianze che copre una memoria di oltre 1300 anni, di cui il più antico documento conservato risale al 685 dopo Cristo. Caratteristiche che nel 2011 sono valse all’archivio un posto nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco.

Un misto di storia delle nostre radici e di tecnologia che ha attirato un gruppo di 25 persone – il numero è stato contingentato per ragioni di spazi e di sicurezza – che entrando dal portone dell’Episcopio in piazzale Arrigoni è arrivato fino al loggiato che guarda l’abside del duomo di San Martino, poi è entrato nella sala degli arcivescovi per accedere infine alle stanze dell’archivio e alla biblioteca capitolare. Infine una visita al giardino interno, recentemente ripristinato seguendo i disegni originari del 1200.

«Abbiamo fortemente voluto questa visita perché ci siamo resi conto che in quelle stanze e in quelle pergamene c’è una fetta importante della nostra storia – spiega Alessandro Petrini, direttore di Clip Comunicare – per questo dobbiamo ringraziare il direttore dell’archivio don Marcello Brunini e l’arcivescovo Italo Castellani per la piena disponibilità che ci hanno dato».

L’archivio è aperto tre mattina a settimana a disposizione di ricercatori, docenti universitari e studenti che nel 2014 sono stati 130, 15 in più rispetto all’anno precedente. Un trend in costante crescita a partire proprio dal 2011, anno del riconoscimento da parte dell’Unesco. A questo si aggiungono gli oltre 3000 studenti delle scuole superiori della provincia di Lucca che a partire dal 2007 hanno effettuato visite guidate da Lorenzo Maffei e Laura Macchi, che compongono la sezione didattica dell’archivio.

Tutte iniziative volute da don Brunini per far conoscere alle nuove generazioni un luogo che conserva la memoria della città e costituisce anche un valido strumento metodologico per gli insegnanti di materie letterarie e di storia. Un grande segnale di apertura da parte dell’istituzione.

Lo scorso anno per esempio, nell’ambito del cinquecentenario delle Mura, sono state organizzate una mostra con i terrilogi presso la bibilioteca di stato, e ancora un’altra esposizione di documenti sull’alimentazione conservati nel fondo della mensa arcivescovile. Iniziative curate dagli archivisti Elisabetta Unfer, Valentina Cappellini e Tommaso Maria Rossi che gestiscono anche l’aula studio. Senza dimenticare la pergamena che lo scorso anno è stata inviata ad Acquisgrana, in Germania, per una mostra sui 1200 anni dalla morte di Carlo Magno. Inoltre la struttura ha collaborazioni stabili con le maggiori università italiane ed europee ma ha contatti anche con la Columbia University, con l’Università del Colorado e con la Western Australian University.

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