Toscana
Una viabilità alternativa per i casi di emergenza
La chiede il gruppo Borgo in Movimento dopo l’ennesima giornata di caos sulla Lodovica chiusa per il rischio di caduta massi durante il temporale
BORGO A MOZZANO. Continua a far discutere la decisione che lunedì ha portato ad interrompere il traffico sulla strada provinciale Lodovica convogliando tutta la circolazione sulla statale del Brennero, già fortemente provata da frane e regolata da senso unico alternato all’altezza del bivio per Corsagna.
A prendere la parola e chiedere di dare attuazione ai piani comunali di protezione civile, per evitare il caos del traffico, il gruppo Borgo in Movimento che ha inviato una missiva a Stefano Baccelli, ad Andrea Bonfanti e al sindaco di Borgo a Mozzano Patrizio Andreuccetti.
«La chiusura della Lodovica – scrive BiM – ha ancora una volta colto impreparati cittadini ed istituzioni. Ci domandiamo cosa succederebbe in caso di calamità ben più gravi di un allerta meteo. Se il termine Protezione civile ha ancora un senso chiediamo agli enti preposti di intervenire e di dare attuazione ai Piani Comunali di Protezione civile. E siccome questo servizio si basa sulla programmazione, chiediamo che vengano attuati i compiti previsti per i C.O.I. nei periodi di normalità e che sia individuata la viabilità alternativa in caso di emergenza, prevedendo la segnaletica occorrente, il personale necessario, i lavori da fare e il tempo stimato per rendere operativa la deviazione in modo da velocizzare le operazioni in caso di calamità. Chiediamo inoltre che il piano sia reso pubblico e partecipato perché come affermato nel piano stesso “L’informazione alla popolazione … oltre ad essere un diritto previsto dalle leggi vigenti, rappresenta un presupposto indispensabile per l’efficacia e l’efficienza dei piani d’emergenza”». Se si fosse preparato per tempo un piano serio di viabilità alternativa, prosegue BiM, «emergenze come quella di lunedì non avrebbero causato i disagi riscontrati. Si sarebbe potuto predisporre una viabilità alternativa anche utilizzando strade locali che dovrebbero essere tenute in condizioni di efficienza nei periodi di normalità (vedi strada Domazzano-Rivangaio). I cittadini così avrebbero saputo quali vie percorrere, gli studenti sarebbero stati informati sui mezzi e i percorsi alternativi per raggiungere le scuole. Certo i disagi sarebbero rimasti ma solo quelli inevitabili senza aggiungerci quelli dovuti a disorganizzazione, confusione e mancata informazione». «Chiediamo pertanto – conclude BiM – che sia data piena attuazione a quanto previsto dalla normativa in materia di calamità naturali e che eventi minori come questo, anziché essere vissuti come episodi di stress e di caos nella viabilità, possano servire a rodare e tenere efficiente la macchina della protezione civile».
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