Il Tirreno

Lucca

L'INTERVISTA

Ho finito con le polemiche vado avanti per conto mio

di Barbara Antoni
Ho finito con le polemiche vado avanti per conto mio

Intervista a Mimmo D’Alessandro. Le rivelazioni sul festival: non più rassegna ma un mese intero di eventi. E il Winter? «È morto, farò dei concerti in inverno»

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LUCCA. Segnerà uno spartiacque nella storia del Summer Festival l’edizione 2015, quella che il suo ideatore e direttore artistico Mimmo D’Alessandro ama definire «della maggiore età» visto che il festival raggiunge quest’anno le diciotto primavere. Non più solo rassegna di spettacoli ma un mese intero, «caldo e movimentato», quello di luglio, all’insegna di musica e sorprese che arriveranno anche attraverso un numero (probabilmente cinque) di serate con ingresso libero.

Fra un aereo e un tour internazionale, abbronzatissimo e in perfetta forma, D’Alessandro è sempre al settimo cielo quando torna nella “sua” Lucca. Sereno e sorridente a dispetto delle polemiche di sempre, quelle sui banner contesi, proposti secondo formule variegate dal festival (sotto forma di scritte, torrette, installazioni statiche oppure mobili, eccetera) e sistematicamente respinte: dalle Belle Arti perché impattano sullo scenario di Mura espalti, dal Comune (ultimamente) perché potrebbero comportare un costo di carte bollate che l’amministrazione ritiene di non potersi accollare.

D’Alessandro, cosa è successo? A parlare di banner “negati” un anno fa andava su tutte le furie e ora sorride.

«In passato ho perso fin troppo tempo con i burocrati e la burocrazia. Adesso guardo in faccia la realtà e vado avanti, convinto che chi fa da sé fa per tre. Se vuoi riuscire in qualcosa devi andare avanti a testa bassa per la tua strada. Invece che a fare bene, la gente ti aiuta a fallire: è così che operano le istituzioni di solito».

Quindi è felice perché ha scaricato le istituzioni.

«Quello che faccio è tutta farina del mio sacco, e sono felicissimo: per gli spazi pubblicitari che abbiamo comprato all’aeroporto di Fiumicino, e solo questi sono costati ottantamila euro, per la presenza massiccia che ci siamo ritagliati all’aeroporto di Pisa e per quelli che occuperemo alla stazione centrale di Milano: le trattative sono in corso e stringeremo a breve. Non solo: stiamo concludendo anche un accordo con Q8: saremo presenti con banner in tutte le sue stazioni di servizio. Stiamo facendo tutto con le nostre forze: anche per la torretta davanti il Mc Donald’s a Lucca è andata così. Se devi trattare con i privati arrivi sempre a qualcosa».

Invece non è andata in porto la proposta di un’installazione nella rotonda all’uscita di Lucca est.

«Non me ne importa niente, non mi ci arrabbio più. Spendo le mie energie per altro: infatti sta venendo fuori una manifestazione enorme. A Lucca se fai una proposta il più delle volte non ti dicono né no né sì. Per la torretta sulla rotonda è andata così: magari mi avessero detto un no secco, sarebbe stato un risultato».

Ha avuto contatti almeno con il tessuto degli operatori lucchesi?

«Solo con i commercianti, che sono entusiasti del festival e lo attendono con grandi speranze. Sono sicuro che con loro faremo un ottimo lavoro. Io mi adopero per creare indotto: mi auguro che quanti più operatori sappiano carpire le opportunità che il festival porta con sé».

Con altre categorie economiche invece, con la Camera di Commercio?

«Nessuno di questi soggetti mi ha mai cercato. La Camera di Commercio ha fatto una pubblicità del territorio e delle manifestazioni lucchesi all’aeroporto Galilei e nemmeno ci ha considerati».

Ci saranno cambiamenti nella logistica di accesso ai concerti? Il palco sarà uguale a quello dell’anno scorso?

«Il palco sarà modificato, avremo una tribuna nuova. Tutti gli ingressi a piazza Napoleone avranno i tornelli e tutti saranno dotati di dispositivi elettronici per la lettura dei biglietti, sia del codice a barre per quelli cartacei, sia per quelli acquistati online, che potranno essere letti dal display dello smartphone. Questa nuova dotazione ci comporterà un bell’impegno economico: lo facciamo per migliorare, per agevolare sempre più il pubblico, per coccolarlo».

Altri cambiamenti?

«Si verificheranno nel backstage dell’area vip, dove proporremo un’offerta ancora più ricca di eccellenze enogastronomiche lucchesi prima ancora che toscane».

E quanto alle sorprese in campo musicale?

«Sto curando molto la serata omaggio a Pino Daniele. L’artista di riferimento sarà Enzo Avitabile. Insieme a lui, altri musicisti che hanno avuto a che fare con Pino, come lo stesso Marcus Miller, con cui suonò in un concerto a Lucca. Rivelerò le altre sorprese ad accordi conclusi».

Il festival della “maggiore età” come lo percepisce?

«Come la festa per i miei diciotto anni che non ho mai avuto, perché sono un emigrante. Mi considero però un uomo fortunato: nonostante la mia età continuo ad emozionarmi, mi diverto lavorando. Faccio quello che amo: dare emozioni alle persone. Per fortuna non solo a Lucca, sarebbe un disastro. Ma tengo presente quello che mi diceva la mia mamma: “nessuno ti dirà lavati la faccia che sembri più bello di me”».

Rassegnato?

«Sì, ma in positivo».

Tutta questa pacatezza: ha forse abbracciato qualche filosfia orientale?

«No, sono cattolico credente. Rispetto tutte le religioni. E sono vegetariano».

Ultima domanda: continua a pensare che il Winter Festival sia finito per sempre?

«Non è cambiato niente rispetto a quando ho detto che non l’avrei più fatto. Una manifestazione che muore è una sconfitta. Nessuno mi ha chiesto perché, ma aspetto sempre che qualcuno lo faccia. Non ci sarà più un Winter Festival, ma non escludo di organizzare qualche concerto nella stagione invernale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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