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Tante aziende contestano le fatture (salate) dell’Ascit

Tante aziende contestano le fatture (salate) dell’Ascit

Sono almeno 150 le attività del Capannorese che hanno presentato istanza per ottenere la rettifica delle bollette relative al conguaglio 2013 sui rifiuti

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CAPANNORI. Sono almeno le 150 le attività produttive che hanno presentato istanza in autotutela per ottenere la rettifica delle fatture relative al conguaglio 2013 sulla bolletta dei rifiuti. Si tratta di altre aziende che nei giorni scorsi hanno seguito l'iniziativa già intrapresa da 67 ditte legate alla Confartigianato che ha inoltrato reclamo al Comune e ad Ascit con la richiesta di annullare le fatture di conguaglio recapitate a novembre e in scadenza al 30 aprile, dopo la decisione del sindaco Luca Menesini di posticipare il pagamento di cinque mesi e concedere la possibilità di rateizzare l'importo della bolletta. Una batosta per le utenze non domestiche, soprattutto le imprese del settore artigiano tutelate dall'associazione di categoria che ha avviato un'azione legale affidando la pratica all'avvocato Elido Guerrini e al professor Duccio Traina dello studio legale associato di Firenze.

«Ad oggi non abbiamo avuto risposta da Ascit e dal Comune alle nostre contestazioni - puntualizza il direttore di Confartigianato, Roberto Favilla – Abbiamo evidenziato l'illegittimità della delibera in quanto retroattiva e la mancanza di comunicazione che ha portato molte aziende a ricevere bollette esorbitanti. A questo punto pensoche ci saranno ricorsi».

La delibera “incriminata” del novembre 2013 non è più impugnabile, ma i contribuenti hanno la possibilità di difendersi davanti alla commissione tributaria provinciale. La strada della class action, spesso impervia, però non è percorribile in questo caso e ogni utente quindi dovrà presentare ricorso. Una questione spinosa, quella del conguaglio del 2013, sulla quale Forza Italia ha presentato un'interrogazione in consiglio comunale. «La scadenza del 30 aprile si avvicina e le aziende attendono una risposta - scrive il consigliere comunale Antony Masini – e la proposta di una dilazione è una presa in giro, perché non viene analizzato da Ascit alcuno dei problemi reali. Inoltre la rateazione viene concessa a discrezione della municipalizzata solo a chi presenterà il saldo del conto corrente. È corretto questo comportamento? Gli interessi passivi pagati alle banche negli ultimi dieci anni, tra tutti i comunia mmontano a oltre 4 milioni e 800mila euro. Tutti questi costi sono stati pagati dai cittadini e attività produttive di Capannori oppure anche dagli altri comuni soci?».

Contestazioni, quelle sul caro-bolletta , alle quali Ascit ha risposto evidenziando oltre 1400 capannoresi (il 63%) è a credito e riceverà complessivamente rimborsi per oltre un 1 milione. (n.n.)

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