Attenzione
Il pm ascolterà alcuni testimoni
Alla procura serviranno ancora una decina di giorni per chiudere le indagini e iniziare a lavorare per chiedere il rinvio a giudizio del caldaista omicida
LUCCA. L’inchiesta non è ancora chiusa. Servirà una settimana, dieci giorni al massimo, per tirare le somme e iniziare a buttar giù la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Massimo Donatini, 43 anni, l’omicida del caporeparto Lucart Francesco Sodini, 51 anni, ammazzato a colpi di pistola all’uscita dalla sua casa la mattina del 7 aprile. Con ogni probabilità il sostituto procuratore Antonio Mariotti - che lunedì pomeriggio ha interrogato per due ore nel penitenziario di San Giorgio il caldaista di Camigliano - ascolterà personalmente alcuni testimoni per chiarire meglio la molla che fatto scattare il delitto legata sicuramente alla paura dell'operaio di essere licenziato e di perdere quel lavoro che amava profondamente. All’interrogatorio, peraltro richiesto dall’indagato, ha partecipato anche il consulente del pm, il professor Mauro Mauri, docente di psichiatria all’università di Pisa. In quel colloquio è emerso chiaramente come l’operaio della Lucart abbia iniziato a realizzare di aver commesso un crimine orrendo rovinando di fatto due famiglie. La difesa ha nominato lo psichiatra Massimo Marchi che a breve avrà un colloquio con l’omicida per stilare una relazione sulla sua reale capacità d’intendere e volere al momento di uccidere.
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