Il Tirreno

Lucca

Stangata ai caselli Salt senza la super concessione

di Luca Cinotti
Stangata ai caselli Salt senza la super concessione

Dal 2015 al 2019 previsti aumenti complessivi del 21%: Bretella a 4 euro. Se ci sarà l’ok all’unificazione con le altre tratte Gavio incrementi “solo” dell’8%

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LUCCA. Lo scenario, per gli automobilisti lucchesi, è fosco: da oggi fino al 2019 la tariffa delle autostrade gestite da Salt, in primis la già carissima Bretella, potrebbe salire del 21%. La prospettiva è contenuta nel bilancio della società presieduta da Fabrizio Larini, approvato l’8 aprile scorso. Ma nello stesso documento è anche prefigurata la strada che potrebbe scongiurare questo rischio: un’unificazione di tutte le concessioni del gruppo Gavio (azionista di maggioranza di Salt) che, a fronte di un prolungamento del contratto con lo Stato, si impegnerebbe ad aumenti più contenuti, nell’ordine dell’1,5% l’anno.

Il piano di Salt. La Società autostrada ligure toscana, lo scorso giugno, ha trasmesso al ministero dei trasporti il nuovo piano economico finanziario dopo i primi cinque anni di vigore della convenzione firmata nel 2008. Nel documento sono contenute le previsioni degli investimenti per gli anni a venire e anche (anzi, soprattutto) l’andamento delle tariffe. E, su questo versante, la sentenza è chiara: venisse approvato il nuovo piano finanziario, Salt potrebbe aumentare i biglietti delle sue autostrade del 21% nel quinquennio 2015-2019. Per fare un esempio, il tratto da Lucca Ovest a Viareggio via Bretella salirà dagli attuali 3,30 euro a quasi 4 euro (soglia che potrebbe anche superare, tenendo conto degli inevitabili arrotondamenti). Su questo documento è nato un teso botta e risposta fra Sal e ministero, preoccupato soprattutto dell’impatto delle nuove, aumentate, tariffe.

La via d’uscita. Nel bel mezzo di questa discussione - che ha avuto luogo nella seconda metà dello scorso anno - è entrato a gamba tesa il Governo. Che ad agosto ha presentato all’Unione Europea un piano per calmierare gli incrementi tariffari a fronte di concessioni più lunghe e - nel caso del gruppo Gavio - con l’unificazione dei rapporti di Salt, Cisa, Autostrada dei Fiori, Satap (tronchi A4 e A21), Torino-Savona, Sav e Asti-Cuneo. A settembre, poi, il decreto “Sblocca Italia” ha trasformato questo piano in norma, prevedendo che le concessioni unificate prevedano il «mantenimento di un regime tariffario favorevole per l’utenza».

Così il 31 dicembre scorso è stato presentato al ministero il “piano di aggregazione delle concessionarie” in mano ai Gavio mentre, il giorno prima, era stato firmato un accordo con il ministero per congelare l’aumento del 2015 all’1,5%.

Il piano finanziario aggregato prevede tre punti principali. Innanzitutto la concessione Salt, in scadenza nel 2019, viene prolungata al 2043. In secondo luogo, a livello complessivo saranno previsti investimenti per 826 milioni di euro. Infine, «nell’ipotesi di accorpamento, l’incremento nominale cumulato ipotizzato delle tariffe di pedaggio nel periodo 2015-2019 sarebbe complessivamente pari all’8% (+1,5% annuo, pari al tasso di inflazione programmata)».

Il Governo ha previsto che l’approvazione di questo piano arrivi entro il 31 dicembre 2015. Il percorso prevede diverse autorizzazioni: devono infatti pronunciarsi positivamente l’Unione Europea, l’Autorità di regolazione dei trasporti, il Cipe e le commissioni parlementari competenti.

I risultati 2014. Intanto ancora una volta Salt chiude i conti al 31 dicembre in positivo. Nel 2014 l’utile di esercizio è stato di 29 milioni di euro, contro gli oltre 34 milioni dell’anno precedente. Un calo, dunque, che si spiega però con variazioni di carattere finanziario (proventi da partecipazioni, rettifiche di valori) piuttosto che operativi: i ricavi della gestione autostradale (che comprendono i pedaggi e le “royalties” pagate da chi lavora nelle aree di servizio) sono anzi in aumento, da 172 a 178 milioni. Un dato che si spiega in parte con l’aumento delle tariffe (3,07% fra 2013 e 2014) e per il resto con un volume di traffico che è salito dell’1,47%. Il dividendo staccato è di 16 centesimi ad azione, anche se già a ottobre 2014 il consiglio di amministrazione aveva deciso un acconto di 8 centesimi ad azione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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