Attenzione
I visitatori ci sono, i bagni pubblici no
I servizi sono pochi e concentrati tra piazzale Verdi, via Pescheria e il parcheggio Palatucci. La segnaletica è insufficiente
LUCCA. Tanti turisti ma pochi bagni pubblici. La stagione è appena partita e il dilemma di lungo corso dei servizi igienici tanto per cambiare si fa sentire, con i visitatori in difficoltà e i titolari dei pubblici esercizi già estenuati dal sentirsi rivolgere sempre la stessa domanda.
Quanto a bagni pubblici il centro storico è in sofferenza. La mappa di quelli disponibili si concentra in una raggio di duecento metri e poi basta: per la parte restante i titolari del servizio sono (ufficiosamente) bar, ristoranti, pubblici esercizi in genere.
La mappa. Presso la sede di Itinera in piazzale Verdi ci sono due bagni per uomo, tre per signora, uno per disabili e un fasciatoio (costo del servizio 60 centesimi). Ci sono poi i bagni pubblici di via Pescheria, bagni del Comune gestiti da una coop sociale (costo del servizio 60 centesimi): tre per signore e tre per signora, uno per disabili. Meno efficienti per le necessità dei turisti i bagni dietro il mercato del Carmine, in via San Gregorio. L’orario di apertura è ridotto: dalle tre alle quattro ore al giorno (lunedì 9-13, martedì 16-19, mercoledì 9-13, venerdì 9-12, sabato 9-13, chiuso giovedì e domenica; aperto il Primo maggio come da cartello affisso sulla porta). Ci sono poi i bagni nuovi di zecca del parcheggio Palatucci, fuori dalle Mura, dove è attivo da pochi giorni il terminal dei bus turistici (aperti tutti i giorni dalle 9 alle 17, gratuiti, due per uomo e due per donna, uno per disabili, fasciatoio e acqua calda) e i bagni del parcheggio Mazzini (l’unico parcheggio con servizi) a disposizione dei soli utenti. Nessun altro servizio nella parte restante del centro e segnaletica insufficiente per i servizi esistenti. La situazione è questa. I turisti vengono informati sulla disponibilità di servizi se si recano al punto di informazioni turistiche Itinera in piazzale Verdi (e allo sportello dentro il Palatucci) o se vengono in possesso di un esemplare delle nuove mappe della città fatte stampare dal Comune, dove ci sono indicazioni precise.
«A pagamento, è l’unica soluzione». Un invito che è quasi un appello, al pubblico come al privato, quello di Giovanni Martini, presidente della commissione Centro storico di Confcommercio e titolare di un bar egli stesso. «I pubblici esercizi non sono obbligati a mettere il proprio bagno a disposizione di chiunque ne faccia richiesta - spiega citando una sentenza della Cassazione in proposito -, è un servizio proprio dei locali e per i loro clienti. Anche se poi molti gestori davanti a situazioni di difficoltà si comportano secondo buonsenso. Bisogna attrezzarsi - sottolinea - come del resto ha fatto ogni città turistica. La mia proposta? Che si facciano nuovi servizi a pagamento, al privato o al pubblico che prenda l’iniziativa non costeranno niente, perché un servizio così si ripaga da solo. Bisogna lavorare per il futuro, le soluzioni esistono, i punti strategici dove collocare anche i servizi automatici ci sono, come quelli per attrezzare servizi con personale alla cassa».
Nove bagni in arrivo all’ex Cavallerizza. Non nasconde il problema l’assessore al turismo Giovanni Lemucchi. «Abbiamo rivisto il progetto di riqualificazione dell’ex Cavallerizza - dice - anche secondo il bisogno di bagni pubblici. Ce ne saranno nove, dovrebbero essere pronti per ottobre. Contiamo poi sulle assegnazioni delle casermette: le associazioni che le occuperanno dovranno impegnarsi a tenere i bagni a servizio di passanti e visitatori. Pensiamo di farcela entro l’estate». Anche la casermetta ex dazio in via Elisa rientra nel bando: qui i servizi sono aperti solo giovedì e sabato per il mercato settimanale. Lemucchi conferma che ad assegnazioni ultimate il servizio tornerà continuo. Non ultima la questione della segnaletica. L’assessore dice che «ovviamente sarà progettata, ma una volta chiusa la partita delle casermette».
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