Il Tirreno

Lucca

Sindacati: a rischio l’autonomia della Bml

Lavoratori ancora non tranquillizzati per il rinvio al 2019 dell’incorporazione in Carige

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Non tranquillizza i sindacati il rinvio al 2019 dell'incorporazione di Banca del Monte nella controllante Carige. E tutti i dubbi sono stati messi sul tavolo dell'incontro di venerdì scorso in Comune fra i sindacati e le associazioni imprenditoriali, alla presenza del sindaco Alessandro Tambellini e dell'assessore alle finanze Enrico Cecchetti.

La Banca del Monte di Lucca è per il 60% di proprietà della Banca Carige, ma il restante 40% del capitale sociale, quindi una quota di tutto rispetto, è ancora, suddivisa in parti uguali, nelle mani delle due fondazioni bancarie lucchesi: la Fondazione Banca del Monte di Lucca e la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca le quali, fintanto che la banca ha prodotto utili, ne hanno potuto fruire a vantaggio della comunità locale e potranno, in futuro, tornare a farlo.

L’ultimo piano industriale di Banca Carige, recentemente approvato e pubblicato – hanno informato i sindacati - ha rimandato al 2019 l’incorporazione della Banca del Monte, in precedenza prevista per l’anno prossimo, anche a seguito della contrarietà a tale operazione espressa dalle due fondazioni lucchesi, delle quali era necessario l’assenso in virtù della loro percentuale di capitale. Fondazione Crl e Fondazione Bml, infatti, avevano fatto sapere di essere intenzionati a rispondere “picchi” alle avances genovesi.

Nel caso di un aumento di capitale, però, - avvertono i sindacati - Banca Carige potrebbe procedere all’incorporazione anche in termini molto più ravvicinati. Il sindacato ritiene che un’eventuale fusione, oltre a decretare la fine di una delle banche più antiche in assoluto, la cui costituzione risale al 1489 e che può essere vanto per la nostra città, consegnerebbe anche le filiali ad un probabile lento declino, non rientrando più la Toscana nelle aree di interesse strategico per gli investimenti di Carige, come emerso nella riunione degli azionisti svoltasi giovedì a Genova.

«È indubbio che il credito sia un elemento strategico essenziale, quale volano per una possibile ripresa economica ed in questa prospettiva – asseriscono i sindacati – la presenza di una banca storicamente legata al territorio può essere un elemento di indubbio vantaggio».

In questo senso, ed in maniera pressoché unanime, si sono espressi anche i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali presenti all’incontro. Verrà pertanto chiesto alle fondazioni di adoperarsi per verificare la possibilità di garantire il mantenimento dell’autonomia giuridica della Banca del Monte, sia nell’ambito del gruppo Banca Carige sia nell’ipotesi dovesse manifestarsi l’interesse da parte di altri gruppi bancari a entrare nell'istituto lucchese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web