Gioco
Fornace Pellegrini messa in vendita a quasi due milioni
Nel complesso possono nascere case, uffici e negozi Gran parte degli edifici è crollata, rimane la ciminiera
PORCARI. Sul mercato, al miglior offerente. È finita così, almeno per ora, la storia della Fornace Pellegrini in località Martellacci a Porcari, uno dei più importanti siti di archeologia industriale della piana di Lucca. Ai piedi delle colline del paese della Torretta, la grande ciminiera è da sempre un punto di riferimento per gli abitanti della zona nord del comune.
Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale e del suo piano regolatore - avrebbe dovuto diventare un centro residenziale e commerciale. La realtà è stata ben diversa, finita in un piano inclinato verso la rovina e l’abbandono. Ora il commissario giudiziale della società proprietaria, la pistoiese “Edilcom” ha deciso di raccogliere le manifestazioni di interesse da parte di investitori immobiliari. Con un paletto: chi vuole portarsi a casa questo rudere dovrà offrire non meno di 1.848.000 euro.
Cifra alta, che certo non è giustificata dalle attuali condizioni della fornace, in parte crollata e coperta da rovi fino al laghetto che ha sostituito la vecchia cava. Piuttosto - come spiega la perizia di stima del geometra Riccardo Romoli - si tratta di una cifra alla quale si arriva considerando cosa prevede per l’area il regolamento urbanistico di Porcari: la realizzazione di un complesso immobiliare a uso residenziale, direzionale e commerciale (per negozi di vicinato) per una superficie coperta complessiva di 2.348 metri quadri e una volumetria di poco meno di 17.000 metri cubi.
Le schede dei documenti urbanistici che riguardano l’ex fornace Pellegrini mettono alcuni prescrizioni. Innanzitutto sarà necessaria una relazione geologica che confermi l’edificabilità del sito. Inoltre, proprio in virtù del valore di archeologia industriale, «la ciminiera e i forni dovranno essere consolidati con tecniche di recupero tali da non compromettere la loro essenzialità architettonica». Il nuovo progetto (cioè case, uffici e negozi) dovrà invece sorgere più a nord, al confine con il laghetto artificiale.
Tutte ipotesi che, per il momento, sono rimaste lettera morta. La società che aveva acquisito il complesso nel 2007, la Edilcom, non è riuscita a superare la crisi e, nel 2012, ha avuto accesso a una procedura di concordato preventivo, che ha portato a mettere sul mercato la fornace. Le offerte di acquisto dovranno arrivare entro la mattina di dopodomani nello studio del commissario liquidatore Simone Berti.
Sarà soltanto allora che si potrà capire se è immaginabile un recupero per questo sito. Recupero che potrebbe essere anche diverso da quanto previsto nel regolamento urbanistico. Nella perizia, infatti, si spiega che «da colloqui intercorsi con i tecnici e il responsabile dell’ufficio urbanistica ed edilizia del Comune di Porcari tale circostanza (cioè il mantenimento della ciminiera e degli edifici storici, ndr) non risulta essere ostativa all’attuazione di eventuali progetti alternativi che dovranno comunque rispettare i parametri urbanistici di previsione e dovranno essere concordati con l’amministrazione e preventivamente approvati quali varianti». Un modo anche per venire incontro a un mercato che è cambiato e a un momento di grossa crisi per l’edilizia, soprattutto a fronte di interventi così impegnativi.
La fornace Pellegrini venne costruita a metà degli anni Cinquanta e nel momento di massima espansione forniva laterizi per gran parte della Toscana settentrionale. Poi ci fu prima la chiusura della cava principale che minacciava la stabilità delle case vicine e, in seguito, l’esaurimento di un altro giacimento: l’attività venne sospesa a inizio anni Settanta.
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