Sicurezza
Asl, 12 medici nella lista dei 38 esuberi
Lucca: la direzione dell’azienda sta definendo con i sindacati il piano per i pensionamenti, in più di 100 avrebbero i requisiti
LUCCA. Ci sono anche 12 medici nella lista dei dipendenti dell’Asl 2 che l’azienda si appresta a dichiarare in esubero. Dirigenti che, in base alla normativa precedente alla Fornero, hanno i requisiti per andare in pensione, al pari del personale del comparto già individuato dagli uffici dell’azienda sanitaria. Addirittura i dipendenti che potrebbero essere dichiarati in esubero sono oltre 100 (come Il Tirreno aveva anticipato un anno fa, quando cominciava a farsi strada questa possibilità), ma la direzione del’Asl ha ridotto questo numero a poco più di un terzo.
Secondo la stima più recente sarebbero complessivamente 38 gli esuberi, anche se l’azienda sta cercando di fare opera di convincimento su alcune figure che hanno comunque i requisiti per lasciare il lavoro, affinchè vadano in pensione spontaneamente. La dichiarazione di esubero comporta infatti come prima conseguenza l’impossibilità di effettuare sostituzioni per quelle figure per i prossimi due anni e quindi – in qualche caso – costringerebbe a una revisione di strutture organizzative.
Si tratta di una gatta da pelare di non poco conto per la direzione dell’Asl, anche se la situazione è ovviamente comune alle altre aziende sanitarie. Per questo, anche nell’ottica dell’area vasta e della prossima Asl unica, le scelte sulle persone in esubero saranno fatto tenendo conto della futura dimensione comprensoriale. Riguardo alla quale comunque il dibattito resta aperto. C’è infatti chi ritiene troppo grande una Asl che dovrebbe gestire servizi da Massa Carrara a Piombino, così come succederebbe nelle altre zone della Toscana. Per cui comincia a circolare l’ipotesi di una ulteriore suddivisione: ovvero accorpare Massa Carrara, Viareggio e Lucca da un lato e Pisa e Livorno dall’altro. I tempi per una decisione di questo tipo sono comunque stretti, visto che le elezioni per le regionali sono in programma il 31 maggio.
Tornando agli esuberi, il direttore generale dell’Asl 2 Joseph Polimeni (che dovrebbe fare il vicecommissario dell’Asl di area vasta a partire dal 1° luglio) chiarisce che non saranno toccati i servizi essenziali e che non ci saranno tagli alle attività più importanti.
«Intanto – spiega Polimeni – si tratta di un piano che ha bisogno di tempo per essere applicato e i cui effetti economici si vedranno probabilmente nell’ultimo trimestre del 2015. Noi abbiamo avviato il confronto con le organizzazioni sindacali, martedì ci sarà un nuovo incontro e crediamo di poter definire l’intera questione a maggio. Non intendiamo comunque dichiarare esuberi nelle discipline basilari - come il pronto soccorso per esempio - e rivolgiamo la nostra attenzione a quelle unità operative che non comportano in prospettiva un danno per l’azienda. Ci rendiamo conto che non si tratta di una operazione indolore ma nell’attuale situazione non possiamo fare altro e dobbiamo coinvolgere persone che sono comunque vicine alla pensione».
Il futuro dell’Asl 2, come peraltro delle aziende sanitarie di tutta la Toscana, resta nebuloso. Quella di Lucca ha circa 2400 dipendenti, la pianta organica complessiva era cresciuta di 16 unità nel 2014, grazie anche alle assunzioni legate all’apertura del nuovo ospedale San Luca.
Ma la riforma promossa dalla Regione, e soprattutto il taglio di 8,5 milioni nelle entrate, ha imposto scelte pesanti e ancora si formulano solo delle ipotesi su cosa accadrà con la mega-Asl, per quanto riguarda le dotazioni organiche e i vari servizi.
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